Willy Vlautin, quando uno scrittore ti colpisce dritto al cuore

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È un libro straordinario questo “The Free”, ultimo lavoro di Willy Vlautin, musicista, già con i “Richmond Fontaine” e attualmente con i “Delines”.

Il bel libro è pubblicato dalla Jimenez Edizioni (http://www.jimenezedizioni.it ) casa editrice che dal 2018 ad oggi  ha già pubblicato alcuni dei libri più interessanti  del panorama editoriale italiano.

In questo caso, con uno scrittore come Vlautin, la casa editrice riesce allo stesso tempo a raggiungere due scopi, dare nuovo significato alla  traduzione, che è a cura di Gianluca Testani ed è assolutamente ottima e rende perfettamente la ricerca del chiaroscuro “naturale” da parte dell’autore, oltre a descrivere appieno quel paese che è l’America del 2019, un luogo che tutti noi guardiamo sempre con soggezione culturale per quel che riguarda la capacità di far sognare ma che è diventato un deserto di macerie non solo metaforiche ma anche e soprattutto reali.

Ho avuto la fortuna di incontrare il primo libro scritto da Willy Vlautin, quel “Motel Life” che lo aveva rivelato al mondo.

Io, disordinato e onnivoro lettore, ho goduto nell’incontrare uno scrittore capace di creare un mondo che era quello che fino a quel momento era appannaggio della poetica capacità di sintesi del miglior Springsteen, quello capace di creare una storia nelle cinque “stanze” di una canzone, a tale proposito si vada ad analizzare una canzone come “Highway 29”, capolavoro di scrittura e coesione, contenuta in “The Ghost Of Tom Joad”.

C’è un protagonista che incontra una donna, dopo una strofa sono dentro una camera di un motel che ci immaginiamo tipico del wasteland americano, poi sono i protagonisti di una rapina finita male e, nell’ultima strofa, dopo una fuga che non si capisce se è metaforica o reale, quello che il protagonista vede attraverso il parabrezza distrutto, è

“Il vento entrava silenziosamente dal parabrezza

Tutto ciò che potevo vedere erano neve, cielo e pini,

chiusi gli occhi e stavo correndo, stavo correndo e poi stavo volando”.

Fine.

https://youtu.be/3snH98WI7jM

 

“The wind come silent through the windshield
All I could see was snow, sky and pines
I closed my eyes and I was running
I was running then I was flying”

Ecco, quello che Vlautin è capace di fare con naturalezza dietro alla quale si sente una tensione di ricerca importante, è proprio quello, creare una sorta di “3D” che si staglia dalla pagina, che vi assicuro, è una normale pagina di libro, quasi fosse una specie di videogioco definitivo. I personaggi che potrete incontrare in questo bel libro vi appassioneranno,li “vedrete” e vi sentirete esaltati dalle loro azioni o da quello che faranno, li amerete e vorrete che vadano un un’altra direzione quando capite che sbagliano ma non vi lasceranno indifferenti.

Vlautin ha una natura flaubertiana  e come l’autore di “Madame Bovary”, scompare dietro la sua opera.

“NON BISOGNA SCRIVERE DI SÈ. L’ARTISTA DEVE ESSERE NELLA SUA OPERA COME DIO NELLA CREAZIONE, INVISIBILE E ONNIPOTENTE. SI DEVE SENTIRE DOVUNQUE MA NON SI DEVE MAI VEDERE.” G.Flaubert

Tra le righe è descritta una America non tanto diversa dalla “land of the free” che cantava John Mellencamp nella sua “Pink Houses”

https://youtu.be/qOfkpu6749w

“Oh but ain’t that America for you and me
Ain’t that America somethin’ to see baby
Ain’t that America home of the free
Little pink houses for you and me”

La cosa eccezionale è il fatto che dietro le pagine di Vlautin come dietro le canzoni di Springsteen e di Mellencamp, c’è un amore per la propria patria che è uno dei tratti distintivi dell’essere americani., così differente dal nostro sconforto e autoflagellazione italica.

Il romanzo infatti è tutto meno che pessimistico e da questo trae il suo punto di forza; è finito il tempo nel quale essere nichilisti e cinici ripagava, è ora il tempo di scrivere pagine come quelle di Vlautin e canzoni che ci possano tutti risollevare verso una nuova fratellanza e comunione di intenti, quella che ci è stata suggerita dalla grande, grandissima musica popolare americana dei giganti come Johnny Cash, Elvis Presley e Jerry Lee Lewis, così come il senso dell’umanità di scrittori fondamentali come John Steinbeck e Papa Hemingway.

Davvero un gioiello.

Consigliatissimo.

 

 

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