Biagio Antonacci: «Continua il sogno di un ragazzo di Rozzano»

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Biagio Antonacci

Biagio Antonacci è soddisfatto del suo nuovo album, Chiaramente visibili dallo spazio. «L’ambizione», dice con un ampio sorriso, «è che venga conservato nel cuore». Rispetto ad altri suoi lavori, questo è più da cantautore minimalista, anche se forse mai come in questo caso le canzoni sono arricchite da arrangiamenti piuttosto sofisticati.

Divertente l’aneddoto che riguarda Placido Salamone, uno co-produttori e co-arrangiatori (gli altri due sono lo stesso Biagio e il giapponese Taketo Gohara): «Quando decise di trasferirsi dalla Sicilia a Bologna, gli affittai un appartamento di mia proprietà. Sapevo che era un chitarrista, ma non sapevo che era così bravo. Lo scoprii di notte, quando, convinto che non lo ascoltasse nessuno, si esercitava». Placido da ragazzino abitava a Modica, i suoi genitori erano grandi fan di Biagio. Furono loro a portarlo ai suoi concerti. Ricorda che una volta sua madre, obnubilata dall’entusiasmo, si mise a urlare: «Guarda, c’è Fabio Antonacci… Fabio, facci un autografo!».

Racconta ancora Antonacci: «Continuo a vivere il sogno di un ragazzo di Rozzano che dopo il primo disco non sapeva ancora cosa avrebbe fatto nella vita. E sono arrivato al quindicesimo album, con in mezzo tante soddisfazioni».

Biagio Antonacci

Il titolo «vuol dire tutto e niente: sono semplicemente quattro parole messe insieme. Ma poi mi sono reso conto che è la sintesi perfetta della realtà odierna: siamo strettamente controllati tutti i giorni. Ormai non è più soltanto una questione di gente fatta di cuori, anime, teste. Ora la nostra vita è indirizzata da codici, siamo costantemente sotto il controllo di telecamere, di satelliti… In questo album ci sono canzoni che parlano di sentimenti molto privati, ma altre parlano della realtà che ci circonda. Io non ho mai smesso di osservare la vita vera».

Biagio Antonacci

Riguardo il suo futuro artistico, dice che non ha progetti precisi: «Avrei voglia di fare qualcosa che non ho mai fatto, magari salire su un palco, soltanto io, con la mia voce, la chitarra e il piano. E parlare molto con la gente, raccontarmi a cuore aperto. Ma è soltanto un’ipotesi, sono in attesa dell’idea giusta».

Qui di seguito, la nostra videointervista esclusiva in cui Biagio Antonacci racconta alcuni episodi legati alla realizzazione di Chiaramente visibili dallo spazio e aneddoti capitati in una carriera che ormai ha superato i tre decenni.

Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi", "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva, "70 volte Vasco", scritto con Marco Pagliettini, e "Lucio Dalla. Immagini e racconti di una vita profonda come il mare".

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