Inaugurato a Zanzibar il Freddie Mercury Museum

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Freddie Mercury Museum

Da oggi c’è un motivo in più per andare in vacanza a Zanzibar e visitare la sua capitale Stone Town. Lo scorso 24 novembre, infatti, giorno del 28esimo anniversario della morte di Freddie Mercury, è stato inaugurato il Freddie Mercury Museum Zanzibar. Si trova in Shangani Street, nel cuore della città, nella casa dove visse la famiglia Bulsara (ormai lo sanno anche i muri che il vero nome di Freddie era Farrokh Bulsara).

Freddie Mercury Museum

Nello stesso luogo, a partire dal 2002, c’era un negozio con alcune memorabilia gestito da Javed Jafferji (imprenditore locale che ha pubblicato oltre 70 libri fotografici dedicati all’Africa). Dall’incontro tra Javed e un italiano, Andrea Boero, un 42enne di Imperia da sempre appassionato di musica e membro dello Zanzibar National Brand Committee, è nata l’idea di aprire un museo interamente dedicato a Freddie Mercury e alla sua storia, con particolare riguardo alle sue radici religiose (era zaroastriano), ai primi anni di vita vissuti a Zanzibar (dove era nato il 5 settembre 1946, figlio di immigrati indiani) e agli anni di scuola passati a Panchgani, in India.

Il Freddie Mercury Museum è nato anche grazie alla collaborazione (e alla supervisione) della Queen Procuction Ltd, ed è stato molto importante il contributo dato da Rusi Dalal (un amico della famiglia Bulsara) e da Kashmira Bulsara, sorella minore di Freddie, pure lei nata a Zanzibar, alla quale il cantante era legatissimo (peraltro la somiglianza fisica tra i due è impressionante).

Freddie Mercury Museum

Dicono Javed Jafferji e Andrea Boero: «Abbiamo lavorato fianco a fianco con molte persone che hanno conosciuto Freddie o che hanno avuto con lui rapporti professionali. L’elenco delle persone che dobbiamo ringraziare è lungo. Siamo profondamente grati a Greg Brooks, Sharon Herbert, Richard Gray e Jim Beach della Queen Productions Ltd. Ma, oltre a Rusi e Kashmira, hanno dato un contributo determinante anche Benito De Souza, Zarina Jafferji, Diana e Bomi JamshedDarunkhanawaka, Donna Da Silva e Bruce Murray. Senza il loro prezioso contributo, e in particolare senza il sostegno della famiglia Bulsara, questo progetto sarebbe rimasto un sogno».

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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