Sul Corriere della Sera di oggi c’è una luna intervista a Francesco Guccini. L’inviato Mario Ascione è andato a trovarlo nella sua Pàvana, e il “maestrone” parla a ruota libera di politica.
Dopo essersi autodefinito «Forse libertario… Io sono sempre stato un azionista. I miei riferimenti erano Giustizia e libertà, i fratelli Rosselli», dice che oggi il suo partito di riferimento è «il PD. Meglio Zingaretti, ma lo votavo anche quando c’era Renzi. La sinistra ha sempre questo dramma, seimila correnti, è così dal congresso di Livorno».
Riguardo le elezioni in Emilia Romagna, quando l’intervistatore chiede «Vince la Lega?», risponde: «Non credo, questa è una Regione governata bene. C’è un’ottima sanità e anche la scuola… Beh, quella lasciamola perdere, la scuola è un problema nazionale. Ma certi sondaggi, persone più addentro di me mi dicono che può andare bene».
Poi accosta la Lega al fascismo, spiegando: «Il fascismo ha molti modi di presentarsi. È ovvio che non può essere quello di allora. Ma questa destra è feroce, cattiva. Una destra che ha chiesto pieni poteri. C’è un’anziana signora sopravvissuta ai campi di concentramento, come Liliana Segre, costretta a girare con la scorta».
Parlando dei 5 Stelle, invece, dice: «Diciamo che hanno l’entusiasmo dei giovani che abbracciano completamente una causa ma che una volta al governo scoprono di non poter fare più i duri e puri. Certo, sarebbe meglio se qui dessero una mano».
Riguardo le “sardine”, afferma: «È un fenomeno divertente. È bello riappropriarsi della piazza. Una piazza può gridare libertà». E quando l’inviato del Corriere gli domanda se sarebbe pronto a farsi anche lui sardina nel caso lo invitassero, risponde: «Potendo, perché no».







































