In occasione del cinquantesimo anniversario della strage di Piazza Fontana
Nel 1970 a un anno dal terribile avvenimento della strage di piazza Fontana con diciassette vittime, Pier Paolo Pasolini decide di mettere al servizio della democrazia e della libertà il suo ruolo di intellettuale stimato, ma anche controverso. Un collettivo di Lotta Continua sta progettando di realizzare un film di denuncia e viene sorprendentemente aiutato nel reperire i finanziamenti dallo scrittore in quel periodo avversato dai gruppi extraparlamentari che non gli avevano perdonato la poesia Il PCI ai giovani!! (1968), dove accusava il movimento studentesco di essere un’emanazione della borghesia. Lo scrittore-regista abbastanza vicino però ai militanti di Lotta Continua, sulla base di un progetto iniziale di Goffredo Fofi, è attratto dall’idea di una sorta di viaggio politico e antropologico sull’Italia dei primi anni Settanta in piena trasformazione. L’opera, girata fra il dicembre del 1970 e l’estate del 1971 da Pasolini e da Giovanni Bonfanti, è presentata al Festival di Berlino e distribuita esclusivamente nel circuito culturale dei Circoli Ottobre. Diverse le sequenze notevoli tra le quali l’intervista alla vedova e alla madre di Pinelli, l’anarchico morto misteriosamente nella Questura di Milano tre giorni dopo la strage di piazza Fontana, effettuata nel silenzio nebbioso del cimitero di Musocco, dove all’epoca era sepolto l’anarchico; la rivolta di Reggio Calabria del 1970; le baracche di Napoli dove gli abitanti vivevano in condizioni di estrema povertà e infine la casa di una famiglia di immigrati siciliani a Torino. Il documentario non porterà la firma Pasolini sconsigliato dai suoi avvocati che temevano nei suoi confronti nuove e pericolose ripercussioni giudiziarie. La proiezione di 12 dicembre sarà introdotta da Gabriele Fuga, avvocato e co-autore del libro Pinelli. La finestra è ancora aperta (Colibrì edizioni).







































