Romanzo di una strage, il film di Marco Tullio Giordana

Giovedì 12 dicembre 2019 alle ore 20.30 al MIC- Museo Interattivo Cinema Milano la proiezione della pellicola tratta liberamente dall’inchiesta I Segreti di piazza Fontana

0

Per celebrare i 50 anni dal terribile attentato sanguinario che cambierà l’Italia

Milano. Venerdì 12 dicembre 1969. Alle ore 16.37 alla Banca Nazionale dell’Agricoltura di piazza Fontana un ordigno ad alto potenziale esplode uccidendo 15  persone (cifra salita poi a 17). Le indagini della Questura si orientano da subito verso la pista anarchica. Il commissario Luigi Calabresi e i suoi superiori, Marcello Guida, il questore, e Antonino Allegra, il capo dell’ufficio politico, sono assolutamente convinti della matrice anarchica della strage come delle decine di bombe esplose in città negli ultimi mesi.  Tra i fermati vi è Giuseppe Pinelli, un anarchico non violento stimato dallo stesso Calabresi. Successivamente Pietro Valpreda, un ballerino senza nessun ingaggio e in cattivi rapporti con Pinelli, è arrestato e indicato come il colpevole ideale, il mostro da sbattere in prima pagina per tacitare l’opinione pubblica italiana sconvolta dal terribile accaduto. Su di lui incombe inoltre la testimonianza del tassista Rolandi convinto di averlo trasportato nella banca pochi minuti prima dello scoppio.  Per chiudere il cerchio delle indagini, gli inquirenti trattengono in Questura Pinelli oltre i termini previsti dalla legge. Per tre giorni l’anarchico viene tenuto a digiuno e senza dormire al fine di farlo confessare. La notte del 15 dicembre dalla finestra dell’ufficio di Calabresi, in quel momento assente, l’accusato precipita dalla finestra e muore poco dopo all’ospedale Fatebenefratelli. L’episodio scatena feroci polemiche politiche e molti sono convinti che qualche cosa di orribile è accaduto in quella maledetta stanza della Questura. Il commissario Calabresi inevitabilmente finisce per essere il diretto responsabile dell’accaduto. Nel frattempo a Treviso i giudici Pietro Calogero e Giancarlo Stiz, in seguito alle confessioni di Guido Lorenzon, individuano una cellula eversiva di giovani neonazisti infiltrati e coperti dai servizi segreti, con il compito di eseguire attentati in tutta Italia al fine di fermare le lotte studentesche e operaie degli anni ’68 e ’69. Giovanni Ventura e Franco Freda, due dei capi di tale gruppo, vengono arrestati. Calabresi comincia a intuire quanto la pista anarchica sia fasulla, mentre emergono legami col traffico internazionale di armi confermato dalla scoperta di un deposito clandestino utilizzato dagli estremisti di destra. Purtroppo il 17 maggio 1972 il commissario viene ucciso sotto casa. Nel 2012 il regista milanese Marco Tullio Giordana, ispirandosi ad un episodio personale (lui diciannovenne si trovava su di un tram nei pressi della Banca dell’Agricoltura al momento della esplosione), firma questo film destinato ovviamente a scatenare furiose polemiche tra storici, giornalisti, uomini politici, per via della ricostruzione degli avvenimenti di quell’epoca. Ci sono voluti 40 anni perché un cineasta italiano avesse il coraggio di raccontare la madre di tutte le stragi italiane, quella che ha cambiato per sempre il corso della nostra storia.  Memorabile è la sequenza iniziale girata nella stessa piazza Fontana, quella dello scoppio della bomba, che si avvale dell’utilizzo di sofisticate tecniche di riprese e straordinari sono gli interpreti, Valerio Mastrandrea (Calabresi), Laura Chiatti (Gemma Calabresi) Pierfrancesco Favino (Pinelli), Michela Cescon (Licia Pinelli), Fabrizio Gifuni (Aldo Moro), Omero Antonutti (il Presidente Saragat), cui si aggiungono molti altri attori visibilmente emozionati nel contribuire a mettere a fuoco una pagina dolorosa della nostra storia. La sceneggiatura, scritta da Marco Tullio Giordana, Sandro Petraglia e Stefano Rulli, si basa sull’inchiesta Il segreto di piazza Fontana.  Romanzo di una strage è un film da vedere e rivedere, per non dimenticare…

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome