Nuovo disco e tour italiano per i Guappecartò, band nata a Perugia ed emigrata a Parigi

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Guappecartò
Foto di Sara Sgrò

È una storia davvero originale quella dei Guappecartò, un quintetto strumentale nato a Perugia, attivo dal 2004, che presto si è trasferito a Parigi. Il gruppo recentemente ha pubblicato un nuovo disco, che si intitola Sambol – Amore migrante, ed il 5 dicembre è partito il loro tour italiano. Abbiamo colto l’occasione per intervistare il fisarmonicista Claudio Del Vecchio.

Guappecartò
Foto di Yuma Migliaccio

Da dove deriva il nome Guappecartò?
Il nome nasce da un insulto napoletano, che unisce le parole guappo e cartone. I guappi erano personaggi della fine del XIX secolo, dei boss di quartiere, che incutevano timore. Il cartone indica l’altra parte, cioè quando uno in apparenza sembrava un guappo e in realtà non lo era. Un “guappo di cartone”, invece di incutere timore, quasi faceva ridere.

Come siete finiti da Perugia a Parigi?
Siamo partiti nel 2005 verso Parigi, all’epoca suonavamo molto per strada. E da quel momento abbiamo deciso di restare lì.

Avete finora pubblicato quattro album. C’è stata un’evoluzione nella vostra musica?
Essendo tutti compositori, abbiamo sempre avuto molto materiale, abbiamo sempre scritto tutto quello che abbiamo suonato. L’esperienza parigina ha nutrito la nostra musica e negli ultimi quattro anni, grazie anche all’intervento del nostro produttore e direttore artistico Stefano Piro, siamo andati a scoprire delle sonorità che prima non avevamo mai sperimentato.

Guappecartò

Quale storia c’è dietro Sambol – Amore migrante, il vostro ultimo disco?
C’è una storia molto bella. Alla fine di un nostro concerto Mirjam Sambol, entusiasta della serata, è venuta a proporci di suonare i brani di suo padre, Vladimir Sambol, un compositore sconosciuto, nato a Fiume e poi emigrato in Svezia. Abbiamo accettato questa proposta, ma chiaramente non ci siamo limitati a suonare i brani del padre, ma li abbiamo riarrangiati e a volte stravolti completamente. Abbiamo seguito la nostra idea di musica, portando una spolverata più fresca e più giovane.

Perché come primo singolo avete scelto Vlado?
Siamo rimasti particolarmente colpiti da uno spartito che ci ha dato Mirjam, che era incompiuto, di fatto una semplice bozza. Noi ci abbiamo lavorato e abbiamo completato il brano, decidendo di chiamarlo Vlado. I Guappocartò e Vlado, in questo brano, coesistono, come continuazione di un discorso. Il video è stato girato dal regista Niki dell’Anno, mentre lo script è di Mr Braga, il nostro contrabbassista. Termina con la scritta “to be continued” perché ci sarà un secondo video, che sarà la continuazione di questo. Il pezzo sarà Balkanika.

In passato la vostra musica è stata utilizzata per la colonna sonora del film Gatta Cenerentola. È stato un episodio o il vostro rapporto con il cinema è destinato a continuare?
È un rapporto che cerchiamo sempre, anzi un giorno speriamo di poter fare una vera colonna sonora. Amiamo collaborare con realtà diverse, abbiamo lavorato per il teatro e per il circo, per due audiolibri e per documentari. Essendo la nostra una musica strumentale, si sposa bene con le immagini anche nell’ambiente teatrale.

Guappecartò

In carriera vi siete esibiti in più di 1500 concerti in tutta Europa. Quanto è importante per voi l’attività live?
È fondamentale. Per noi è una necessità, stiamo bene, ci piace stare col pubblico. Insieme a questo nuovo album portiamo in giro anche una storia forte e, raccontandola sul palco, sentiamo una forte empatia con il pubblico.

Vi siete trasferiti a Parigi e con la vostra musica avete girato l’Europa. L’Italia che posto ha nel vostro progetto?
Negli ultimi quattro anni siamo tornati a fare molti concerti in Italia. Adesso stiamo portando in giro il nuovo album e a tutti noi fa molto piacere suonare nel nostro paese. È emozionante soprattutto tornare nelle città d’origine. La gente risponde benissimo, c’è un grande coinvolgimento, riceviamo un grande affetto, questo album crea un legame molto forte con il pubblico. È difficile spiegarlo a parole, è una sensazione da vivere.

Cosa c’è nel vostro immediato futuro?
Ora abbiamo ancora diversi concerti in Italia, poi a febbraio torneremo a Parigi e a marzo andremo in Germania. Tutte le date si possono trovare sul nostro sito.

Il video di Vlado:

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran, iniziata nel 2000 e che prosegue tuttora. Per 15 anni ho collaborato anche con il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 e fino alla sua chiusura ho curato il blog Atuttovasco.

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