Che fine ha fatto Bernadette?
di Richard Linklater
con Cate Blanchett, Billy Crudup, Kristen Wiig, Laurence Fishburne, Emma Nelson.
Voto bizzarro
Linklater è sorprendente anche quando non è esaltante. Bernadette è un’architetta. Più un’artista che un’architetta. Insofferente alla quotidianità e alla corruzione, alle vicine di casa tutte ricette e moine, al vicinato come istituzione, alle istituzioni, persino al marito in carriera. Ha una storia di gloria e di nevrosi precoci, è stata ferita perché hanno distrutto la sua opera migliore e ora conduce una vita così distratta interiormente e scazzata socialmente che deve intervenire l’FBI per avvertirla che un ladro di identità russo sta per svuotarle la vita e i conti. Bernadette ha bisogno di un ricovero psichiatrico? E allora lei, senza spiegazioni particolari, e senza preoccupazioni di credibilità, prende la strada per il Polo Sud. In realtà doveva essere un viaggio con la famiglia per ritrovar se stessa, ora diventa prima una fuga per evitare di essere normalizzata e poi, come da anni si dice di ogni crisi, una nuova splendida opportunità per portare la sua arte e la sua architettura là dove anche i premi Nobel devono mettersi in fila a pelare patate per raggiungere il Santo Graal dei ghiacci. Ma a Bernadette basta che la super/responsabile delle ammissioni all’ultima frontiera guardi Google per convincersi d’avere davanti un genio. Non ci crediamo, ma è bello lo stesso. Anzi più strano che bello.






































