A cura del Centro Studi Silvana Mangano e del Centro Sperimentale di Cinematografia
La prima vera diva del neorealismo italiano, Silvana Mangano, nasce a Roma il 21 aprile 1930 e già a 16 anni, grazie ad un fisico statuario e sensuale unito ad un’aria sessualmente imbronciata, vince il premio Miss Lazio e probabilmente se avesse partecipato a quello più prestigioso di Miss Italia, le sue chance di vittoria sarebbero state molto alte. Purtroppo i ferrei principi di suo padre, siciliano di radicate tradizioni, non le danno la possibilità di raggiungere Stresa, sede della celebre manifestazione annuale sulla bellezza italiana. Il cinema però non se la fa sfuggire e le offre piccole parti come nel film Elisir d’amore, 1946, di Mario Costa, prima di offrirle un ruolo importante nel 1948 in Riso amaro di Giuseppe de Sanctis. Sul set incontra Dino De Laurentiis, all’epoca giovane promessa della casa di produzione del film: la Lux. Lei si è invaghita del giovane collega Marcello Mastroianni, ma poi preferisce il dinamico Dino. I due si sposano l’anno seguente e saranno definiti dai paparazzi, che li inseguono costantemente, “la Coppia reale del cinema Italiano”. Silvana è la protagonista di tante le stagioni della nostra grande cinematografia e soprattutto del “neorealismo rosa” con Anna (1951) di Alberto Lattuada e Mambo (1954) di Robert Rossen. È però la commedia all’italiana che la rende popolarissima agli spettatori. In compagnia di Alberto Sordi gira i film più belli: La grande guerra (1959) di Mario Monicelli, Crimen (1960) di Mario Camerini, La mia signora (1964), pellicola a episodi firmati da Bolognini, Comencini e Brass. La Mangano ama molto il cinema anche se non in maniera invasiva: «lo devo prendere a piccole sorsate — afferma — altrimenti mi annoio e poi per anni non lo faccio». Musa ispiratrice di Pier Paolo Pasolini (Teorema; Le streghe; Edipo re) e Luchino Visconti (Morte a Venezia; Ludwig; Gruppo di famiglia in un interno), muore in una clinica di Madrid il 16 dicembre 1989, a soli 59 anni stroncata da un cancro. A trent’anni dalla sua scomparsa, il Centro Studi Silvana Mangano e il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale la ricordano con la proiezione di Il processo di Verona, 1963 (ore 15.30), diretta da Carlo Lizzani, dove lei si cala nel non facile ruolo di Edda Ciano. Seguirà un brano interpretato da Davide Bardi tratto da un recital inedito, Ascanio: l’anima di casa De Laurentiis, scritto dallo stesso Davide Bardi e Giovanni Cimmino, che racconta l’incontro tra Silvana e Dino De Laurentiis. In conclusione della manifestazione, l’incontro moderato da Roberto Liberatori con Caterina d’Amico e Giovanni Cimmino.







































