Ritratto della giovane in fiamme

Il ritratto di un amore impossibile

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Ritratto della giovane in fiamme
di Céline Sciamma
con Noémie Merlant, Adèle Haenel, Luàna Bajrami, Valeria Golino, Cécile Morel.
Voto colto

Siamo nel 1770. Marianne, pittrice, è chiamata su un’isola della costa normanna a ritrarre, su richiesta della famiglia, Heloise, uscita da un convento per andare in sposa a un uomo che non vuole. Dovrà fingersi una specie di dama di compagnia. La ribellione di Heloise consiste nel rinviare il ritratto per rinviare il matrimonio, la ribellione di Marianne è già nel dipingere e nel celare una natura che non le è consentito esplicitare. Heloise ha fatto già scappare un ritrattista e Marianne non è tipo da arrendersi. Ma tra Marianne ed Heloise scocca qualcosa che prima non c’era e sconvolge ambedue: si innamorano. Pertanto la costruzione del ritratto diventa in qualche modo la costruzione di un amore e di una coscienza attraverso la terza prospettiva del triangolo, una servetta che assiste a questo scontro mentre vive il dramma di un aborto, e viene accudita da Marianne ed Heloise in sorellanza. Di fatto il film è il dipinto, e si potrebbe pensare che la servetta entri nella composizione come necessario riscontro con la realtà che sfiora quella solitudine. In una specie di sabba femminista l’abito di Heloise per un momento prende fuoco, ed è quello il dipinto che dà il titolo al film: l’altro, quello per obbedire alle consuetudini, andrà in un museo. Premio a Cannes 2019 per la miglior sceneggiatura e Queer Palm. Ma abbiamo dei dubbi sullo stile del ritratto. Non sembra quello dell’epoca. Magari è voluto…

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