Capodanno con Charlot a Milano

Fino al 2 gennaio 2020 al Cinemino via Seneca, 6 un omaggio al grande Charlie Chaplin con la proiezione di Il monello, La febbre dell’oro, Luci della città e Tempi moderni

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I film sono in versione originale

Il 18 gennaio 1913 un omino dai profondi occhi neri e dal sorriso esitante scende dal lungo tram che collega Los Angeles, attraverso l’Hollywood Boulevard, con questa località in piena espansione. Il suo nome è Charles Spencer Chaplin, nato a Londra nel 1889 al numero 287 di Remington Road da una famiglia poverissima. Il giovanotto, dotato di una straordinaria pantomima, giunge in America per una tournée e viene scoperto da un funzionario della compagnia Keystone in un teatro di varietà. È qui che inizia la leggenda del “poeta che ha illuminato il mondo”, il cui cinema è popolato da diseredati, vagabondi e beoni; ritratti di vita vera da lui vissuta nei quartieri più poveri di Londra. Nel 1920 con Il monello (domenica 29 dicembre ore 12.05) affronta la prima prova cinematografica più significativa; un poema sull’infanzia abbandonata che appartiene alla storia del cinema, cui seguirà dopo tre anni di fatiche La febbre dell’oro (domenica 29 ore 13.20 e martedì 31 ore 10.45) dedicato al mito americano della Frontiera; grandissimo successo di pubblico e di critica, noto per sequenze d’antologia quali la danza dei panini e i lacci delle scarpe mangiati con avidità come spaghetti. Nel 1931 nasce un altro capolavoro, Luci della città (martedì 31 dicembre ore 22.15, giovedì 2 gennaio 2020 ore 12.15), una commedia romantica realizzata ancora dopo molti sforzi, quando però il sonoro sta rivoluzionando l’industria cinematografica. Il personaggio di Charlot è ormai l’emblema della lotta contro l’ingiustizia sociale dei poveri sempre alle prese con le prepotenze degli implacabili tutori dell’ordine. Egli riscuote consensi ovunque, ma diventa il nemico giurato dei potenti che cercano con ogni mezzo di danneggiarlo. Del 1936 è Tempi moderni (domenica 29 ore 10.30), geniale intuizione di un tema sociale sottovalutato: l’alienazione nelle fabbriche del dirompente capitalismo. Il mito di Chaplin non si esaurirà dopo la sua scomparsa avvenuta la notte di Natale del 1977. Intere generazioni di spettatori, grazie alle sue opere, continueranno a ridere e piangere nel buio della sala cinematografica.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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