Un anno di cinema, la top ten di Spettakolo

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Joker

Il 2019 è stato un grande anno per gli amanti del cinema. I dodici mesi che vanno a concludersi hanno portato nelle sale italiane molti film interessanti: tante sono state le rivelazioni e tante le conferme, mentre sempre maggiore importanza ha assunto una realtà come Netflix, della quale anche nello stilare la nostra top ten abbiamo giocoforza dovuto tenere conto. Abbiamo radunato gli esperti e gli appassionati di cinema che collaborano con Spettakolo e li abbiamo invitati a scrivere la loro lista dei dieci film più belli usciti in Italia nel 2019, indipendentemente dalla data di produzione. Poi abbiamo tirato le somme. Quella che state per leggere è dunque la top ten di Spettakolo (cliccando sui titoli potete anche leggere le recensioni dei film di Marco Bacci).

10. Midsommar – Il villaggio dei dannati di Ari Aster. Uscito in piena estate, il film non ha proprio sbancato il botteghino, ma non è sfuggito allo sguardo attento dei nostri esperti, conquistati da questo horror così particolare, diretto dal regista che già si era fatto conoscere per Hereditary – Le radici del male. Se l’horror, come genere, spesso non brilla per originalità, in questo caso siamo di fronte ad una clamorosa eccezione: il viaggio di una giovane coppia americana, verso uno sperduto villaggio svedese dove si celebra la festa di mezza estate, lascia il segno. La sorpresa dell’anno, una piccola produzione che ha fatto centro.

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9. Storia di un matrimonio di Noah Baumbach. Il film, produzione Netflix, presentato in anteprima all’ultima Mostra di Venezia, ha un grande cast: Scarlett Johansson ed Adam Driver sono gli attori principali. Qualcuno ha scomodato Kramer contro Kramer parlando di questo film, ma non si può far finta che nel frattempo non siano trascorsi quarant’anni. Storia di un matrimonio, con una spruzzata di Ingmar Bergman ed una di Woody Allen, segue l’amore oramai alla fine tra un regista teatrale ed un’attrice. Una coppia in apparenza perfetta fino a quando qualcosa si incrina. Ed ecco allora sopraggiungere il divorzio.

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8. Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen. La nascita del movimento Me Too e il riemergere di una vecchia accusa a carico del regista hanno a lungo ritardato la distribuzione di questo film, in realtà uno dei più riusciti di Allen degli ultimi anni. Sicuramente il più divertente. Ambientato nella “Grande Mela”, racconta le peripezie di una giovane coppia di fidanzati, lei alle prese con l’intervista ad un regista famoso e lui che per ingannare il tempo nell’attesa gira per la città e vive diverse (dis)avventure. L’alter ego di Woody Allen è Timothée Chalamet, ma nel cast ci sono anche Elle Fanning, Selena Gomez e Jude Law.

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7. Green Book di Peter Farrelly. Tre premi Oscar, tra i quali quello per il miglior film, testimoniano la bontà di un lavoro che comunque ha generato più di una polemica. Una giornalista della NBC News lo ha definito “un film sul razzismo fatto da bianchi per i bianchi”, mentre Spike Lee non ha fatto nulla per nascondere il suo malumore la sera della premiazione. Un film che ha fatto discutere, insomma, ma che in linea di massima ha conquistato pubblico e critica. Ispirato ad una storia vera, il racconto dell’amicizia tra un buttafuori italoamericano e un pianista di colore ha raggiunto il risultato anche grazie alle splendide interpretazioni di Viggo Mortensen e Mahershala Ali (Oscar come miglior attore non protagonista).

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6. Parasite di Bong Joon-ho. Il film che ha regalato la prima Palma d’Oro della sua storia alla Corea del Sud, vincendo l’ultimo Festival di Cannes, un po’ a sorpresa ha fatto registrare anche ottimi incassi, raccogliendo critiche entusiastiche. La storia di una famiglia di poveracci che, pezzo dopo pezzo, riesce ad entrare nella vita di una famiglia molto ricca, si muove su piani diversi, dalla commedia al dramma, fino ad alcune scene che rasentano lo splatter nel finale. Perfetto nella sceneggiatura, il film mostra uno spaccato della società coreana (peraltro esportabile anche in molti altri paesi del mondo), dove il divario tra povertà e ricchezza è sempre più ampio e dove l’integrazione tra due blocchi sociali diversi è ancora utopia. Il film prima diverte lo spettatore e poi lo stende, senza mai dimenticare la dimensione “intrattenimento”, fondamentale al cinema.

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5. C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino. Leonardo DiCaprio e Brad Pitt si mettono al servizio del regista più geniale degli ultimi trent’anni per raccontare un’epoca, quella che porta alla nascita della “Nuova Hollywood”. Il primo è un attore ormai in declino, il secondo la sua inseparabile controfigura. Nella storia entrano anche Roman Polański e Sharon Tate, mentre Tarantino spiazza nel finale il pubblico riscrivendo l’eccidio di Cielo Drive. Fluviale e per certi versi poco “tarantiniano”, il film ricostruisce in modo originale un momento chiave nella storia del cinema. Una curiosità: per l’ultima volta si vede sul grande schermo Luke Perry.

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4. L’ufficiale e la spia di Roman Polański. Scherzi del destino, nella nostra classifica il regista di origini polacche si trova giusto un gradino sopra a Tarantino, che lo ha reso “protagonista” del suo ultimo lavoro. All’età di 86 anni Polański decide di raccontare l’affare Dreyfus, uno degli episodi più oscuri della storia francese. Lo fa con una messa in scena che sfiora la perfezione, riuscendo nell’intento di rendere contemporanea una storia di oltre un secolo fa. Jean Dujardin è bravissimo, in una piccola parte c’è anche Luca Barbareschi, uno dei produttori del film. Gran premio della giuria a Venezia.

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3. The Irishman di Martin Scorsese. Grazie ai 140 milioni di dollari messi sul piatto da Netflix, Scorsese torna a parlare di mafia, gangster e storia americana, radunando un cast stellare che comprende Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci e Harvey Keitel. Il film, lungo tre ore e mezza, racconta la vita di Frank Sheeran, un sicario della mafia, soffermandosi in particolare sull’oscura scomparsa del potente sindacalista Jimmy Hoffa. Un’epopea affascinante e brutale, che offre ancora una volta il pretesto a Scorsese per rivolgere uno sguardo alla storia recente del suo paese. Da un punto di vista tecnico, notevoli sono i trucchi utilizzati per ringiovanire gli attori.

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2. La favorita di Yorgos Lanthimos. Un film in costume che sembra divertirsi a scardinare tutti gli stereotipi dei film in costume. Divertente, brillante, originale, iconoclasta: il regista greco racconta la lotta di due donne per accaparrarsi i favori della regina Anna. Una sorpresa continua per lo spettatore, puro godimento per gli occhi. Ed è impossibile parlare di questo film senza citare le tre attrici principali, protagonista di una vera e propria gara di bravura: Olivia Colman (Oscar come miglior attrice protagonista), Emma Stone e Rachel Weisz. Candidato a dieci Oscar, ha raccolto una sola statuina. Meritava di più.

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1. Joker di Todd Phillips. Leone d’Oro a Venezia, il film racconta la genesi del più celebre nemico di Batman. Il mondo dei supereroi, però, di fatto non c’entra nulla. Il film è infatti un viaggio nel mondo della diversità e della solitudine, un amaro apologo della civiltà contemporanea. Joaquin Phoenix (scelto come attore protagonista dopo che in un primo tempo il regista aveva pensato a Leonardo DiCaprio) è straordinario e corre spedito verso l’Oscar. Nel cast c’è anche Robert De Niro, che qui omaggia il personaggio interpretato in Re per una notte. Un film duro, a tratti spietato, capace di coinvolgere emotivamente come di rado accade al cinema. Da vedere e rivedere.

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Per gli amanti delle statistiche, la classifica continua così: 11) Il traditore 12) La casa di Jack e Cena con delitto – Knives Out 14) Avegengers: Endgame e La paranza dei bambini 16) Il re leone e Triple Frontier 18) Noi, Ad Astra, Pinocchio, Il primo re, Dolomite Is My Name e Suspiria 24) Il corriere – The Mule 25) Dolor y gloria, La dea fortuna e Star Wars: L’ascesa di Skywalker 28) Stanlio & Ollio 29) Vice, Rocketman, Dumbo, Blinded by the Light – Travolto dalla musica, La caduta dell’impero americano e The Nest (Il nido) 35) La mia vita con John F. Donovan, La vita in un attimo e Martin Eden 38) I fratelli Sisters e Il campione.

Hanno collaborato: Claudia Assanti, Marco Bacci, Marco Pagliettini, Chiara Persico, Massimo Poggini, Edoardo Santarsiero, Massimo Santimone e Cristina Scarasciullo.

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