I dodici film fondamentali degli anni ’10

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Mad Max

Ieri abbiamo decretato la top ten dei film usciti in Italia nel 2019 (cliccate qui). Oggi invece rivolgiamo il nostro sguardo al decennio che va a concludersi. Che cosa resterà degli anni ’10 al cinema? Risponde all’interrogativo Massimo Santimone, esperto della settima arte e programmer del Riviera International Film Festival.

UN DECENNIO IN 12 FILM

Che significato hanno tutte queste classifiche che escono alla fine di ogni anno o di ogni decennio? Probabilmente sono solo un gioco. Un gioco che può servire a creare un dibattito, magari senza mettersi le mani addosso, o a incuriosire quelli che non hanno mai pensato di vedere un film perché non rientra nei propri gusti personali. Di solito, quando qualcuno fa un elenco dei film più “belli” o importanti del decennio, dovrebbe usare un metodo oggettivo, ma se alla fine non si inserisce un po’ di gusto personale diventa una noiosa “lezioncina”.

Facendo una piccola analisi di questi ultimi dieci anni possiamo sicuramente stabilire che i film in streaming e le serie hanno indubbiamente condizionato il linguaggio e forse anche la tecnica dei classici da grande schermo. Il cinema si è dovuto adeguare al fascino delle innumerevoli e bellissime serie creando delle saghe in grado di richiamare il grande pubblico, suddividendole in veri e propri film a episodi con finale aperto.

Sicuramente vanno segnalati Star Wars e i suoi spin off (Rogue One il più bello di tutti), le avventure della DC Comics e sopratutto delle Marvel, che in più casi è stata campione d’incassi con storie sicuramente d’azione, ma con all’interno una carrellata di forti tragedie concentrate sull’amicizia e sulla famiglia.

Grandi autori e registi hanno invece proposto storie in grado di condensare emozioni e “spettacoli” visivi nelle 2/3 ore canoniche. Senza dubbio è stato un decennio importante per registi già collaudati come Christopher Nolan (Inception, Interstellar, Dunkirk) e Denis Villeneuve (Prisoner, Arrival, Sicario, Blade Runner 2049). Film in cui i drammi dei protagonisti vengono raccontati attraverso la forza delle immagini che questi due autori riescono a realizzare in maniera mai banale. Villeneuve in particolare riesce a raccontare le nostre paure interiori come nessun altro.

Mostri sacri del cinema confermano la loro forza: Steven Spielberg (Lincoln, Il ponte delle spie, The Post), Woody Allen (Midnight in Paris, Blue Jasmine, Irrational Man, Café Society, Un giorno di pioggia a New York) e Martin Scorsese, che con quattro film all’attivo tira fuori almeno due capolavori come The Wolf of Wall Street e The Irishman, entrambi dedicati al lato oscuro dell’America, ma raccontati in maniera estremamente diversa.

Tanti sono gli action movie riusciti (i tre Mission Impossible, Baby Driver, John Wick), ma il migliore di tutti porta la firma del settantenne George Miller ed è quello che personalmente ritengo il film più importante di questa decade, Mad Max: Fury Road. Le suggestioni visive ipercinetiche, i drammi morali e la visone lucida e terribile del potere, sono solo una piccola parte di quello che  potete trovare nel quarto capitolo di Mad Max. Un capolavoro senza un attimo di tregua che riesce a raccontare con precisione l’anima dei protagonisti, nonostante non smettano mai di essere in mezzo all’azione pura. In assoluto una delle migliori interpretazioni nella carriera di Charlize Theron.

Possiamo, in modo riduttivo, definire action movie anche il gioiello che ha fatto vincere la Palma per la miglior regia a Nicolas Winding Refn, Drive, con la sua poetica straziante sulla solitudine vissuta attraverso inseguimenti, rapine e amore. Ed è sempre la solitudine il tema principale di un altro grande film, Lei di Spike Jonze, interpretato da quello che possiamo definire l’attore del decennio, Joaquin Phoenix. Non ha sbagliato un ruolo: The Master e Vizio di forma, entrambi di Paul Thomas Anderson, Irrational Man di Woody Allen, A Beautiful Day di Lynne Ramsey e naturalmente Joker di Todd Phillips, che vince meritatamente il Leone D’Oro al Festival di Venezia 2019. Per la prima volta uno dei festival più importanti del mondo dà il suo premio principale a un cinecomic dopo che, nel 2017, per la prima volta ha fatto salire sul podio un fantasy, La forma dell’acqua di Guillermo del Toro.

Il regista messicano, già famoso nei decenni precedenti, ha raggiunto l’apice della carriera tra il 2010 e 2019 insieme agli altri due connazionali e amici, Alfonso Cuarón e Alejandro González Iñárritu. Cuarón ha usato il buio dello spazio come metafora per raccontare il dramma della perdita nel fantascientifico Gravity (7 premi Oscar) e un curatissimo bianco e nero per ritrarre la forza della dignità umana in Roma (3 premi Oscar). Il lungo/finto piano sequenza del memorabile Birdman di Iñárritu ci porta per mano nei deliri di un attore alla ricerca di una rinascita che sembra non arrivare mai. Questo film, vincitore di quattro premi Oscar, è una feroce critica alla società e alla sua “irrealtà”, così come l’altro suo film della decade, Revenant, affonda il coltello nelle pieghe distorte della natura umana. Con questo suo lavoro ottiene nuovamente il premio per la miglior regia e regala, finalmente, il tanto agognato Oscar a Leonardo DiCaprio, perfetto in questo ruolo costruito appositamente per lui, così come è perfetta la sua performance dell’attore in declino nel bellissimo C’era una volta a Hollywood. Una favola agrodolce sul cinema e i suoi protagonisti che solo un Quentin Tarantino in stato di grazia poteva raccontare. Anche per questo regista gli anni dieci sono stati fondamentali con altri due grandi opere come Django Unchained e The Hateful Eight.

L’Italia, in questo decennio, vede la conferma due grandi autori come Matteo Garrone (Reality, Dogman) e Paolo Sorrentino, con le lentissime e ipnotiche carrellate da Oscar ne La grande bellezza e il controverso Loro. La storia d’amore più “vera” degli ultimi anni ci viene raccontata invece da Luca Guadagnino con il suo Chiamami col tuo nome, mentre la “falsità” tutta italiana viene portata sullo schermo con i Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Due invece le rivelazioni: Matteo Rovere, con i suoi Veloce come il vento e Il primo re, e Gabriele Mainetti, con il primo vero film di supereroi italiani, Lo chiamavano Jeeg Robot. Da non dimenticare è poi il ritratto della peggiore Italia de Il traditore di Marco Bellocchio, un film indispensabile.

E poi, come non citare anche Damien Chazelle (Whiplash, La La Land, First Man), Wes Anderson (Moonrise Kingdom, Grand Budapest Hotel, L’isola dei cani) e Bong Joon-Ho (Snowpiercer, Parasite).

Le ultime righe vanno invece dedicate all’importante cambiamento che ha avuto l’horror in questi ultimi dieci anni, qualcosa di unico che solo dei registi talentuosi sono riusciti a raccontare attraverso il cinema di genere. Una serie di film davvero innovativi che hanno messo in scena la paura dell’altro e un nuovo concetto di famiglia totalmente assente o ossessivamente presente. Da vedere e rivedere l’horror intellettuale e “carpenteriano” di David Robert Mitchell, It Follow, la distorsione del concetto di famiglia raccontato da Ari Aster con i suoi Hereditary e Midsommar, la raccapricciante disuguaglianza sociale ritratta da Jordan Peel con Get Out e Noi, l’estenuante ricerca dell’individualità di Raw di Julia Ducournau e del bellissimo The Witch di Robert Eggers. Fondamentali risultano anche A Quiet Place di John Krasinsky, il surreale Storia di un fantasma di David Lowery e The Neon Demon di Nicolas Winding Refn.

Nella piccola classifica dei dodici film, a mio avviso indispensabili, del decennio, ci sono anche titoli che non ho citato ma che vale assolutamente la pena vedere… decidete voi! (cliccando sui titoli potete vedere i trailer)

1. Mad Max: Fury Road di George Miller (2015)
2. La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (2013)
3. The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese (2014)
4. Drive di Nicolas Winding Refn (2011)
5. Birdman di Alejandro González Iñárritu (2014)
6. The Help di Tate Taylor (2012)
7. Whiplash di Damien Chazelle (2014)
8. Lei di Spike Jonze (2014)
9. Inception di Christopher Nolan (2010)
10. Il sospetto di Thomas Vinterberg (2012)
11. Animali notturni di Tom Ford (2016)
12. C’era una volta… a Hollywood di Quentin Tarantino (2019)

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