Marco Tullio Giordana, omaggio al suo cinema civile e di denuncia

Venerdì 10 gennaio 2020 alle ore 21.00 al Teatro Auditorium Radar di Monopoli (Bari) la proiezione del film I cento passi a vent’ anni dalla sua uscita

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La pellicola inaugura la 21/ma edizione di Sudestival (10 gennaio-13 marzo 2020)

«Erano i primi anni Settanta, volevo fare del cinema e non avevo idea di come cominciare. Entrai alla Feltrinelli e comprai qualche chilo di libri».  Così ricorda Marco Tullio Giordana, l’autore de I cento passi, il suo approccio con la macchina da presa. Nato a Milano il 30 giugno 1950, durante l’università inizia a frequentare le proiezioni della Cineteca Italiana nel Cinema Teatro San Marco, vicino alla sede del Corriere della Sera e poi, pur dedicandosi alla militanza politica di sinistra, a 27 anni decide di coronare il suo sogno: diventare un regista di cinema. Dopo aver collaborato con Roberto Faenza alla regia di Forza Italia (titolo profetico) del 1977, un pungente pamphlet politico su tre decenni di potere democristiano, nel 1980 firma la sua prima opera, Maledetti vi amerò, Pardo d’Oro al Festival di Locarno, opera incentrata sui miti, sulle speranze e sulle delusioni del ’68 e di una generazione di giovani militanti  travolti dagli anni di piombo e lacerati dalla tragica vicenda del rapimento e dell’uccisione di Aldo Moro. Seguiranno La caduta degli angeli ribelli, 1981, l’incontro tra un terrorista e una ragazza borghese; la miniserie televisiva del 1984 Notti e nebbie dal romanzo di Carlo Castellata, ambientata a Milano nell’inverno 1944 pochi mesi prima della fine del fascismo e Appuntamento a Liverpool, 1988, considerata la sua pellicola meno riuscita. Dopo Pasolini, un delitto italiano, 1995, tratto dal libro di Enzo Siciliano, la ricostruzione meticolosa del processo a Pino Pelosi per l’assassinio di Pasolini avvenuto nella notte tra l’1 e il 2 novembre 1975 a Ostia, nel 2000 il regista  gira I cento passi dedicato alla figura di Peppino Impastato, il coraggioso e giovane militante di Democrazia Proletaria, figlio di un mafioso, ucciso il 9 maggio 1978, giorno del ritrovamento del corpo di Aldo Moro, a Cinisi, un paese siciliano. Il film, interpretato dal bravo Luigi Lo Cascio, mette a nudo le complicità degli apparati dello Stato, che per venti anni continueranno ad impedire l’emergere della verità sull’assassinio di Peppino, il cui mandante Tano Badalamenti sarà poi processato e condannato all’ ergastolo. Con I centi passi Marco Tullio Giordana si conferma autorevole esponente del grande cinema civile, quello di Francesco Rosi, in grado di opporsi alle verità di comodo che ogni forma di potere cerca di imporre all’opinione pubblica.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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