Springsteen premia le “icone” Scorsese, De Niro e Pacino ai National Board of Review Awards di New York City

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Springsteen e il cinema, un binomio sempre più consolidato che si rafforza sempre di più. Dopo i consensi e l’endorsement di illustri cineasti incassati da Springsteen per Western Stars (il film che ha diretto insieme a Thom Zimny), Bruce ieri sera a New York ha inforcato i suoi occhiali da vista e ha premiato Martin Scorsese, Robert De Niro e Al Pacino alla 91esima edizione dei National Board of Review Awards. Un premio istituito nel 1909 da un’organizzazione no-profit di New York e dedicato al cinema come forma d’arte e d’intrattenimento, che celebra l’eccellenza artistica e la libertà d’espressione nei film. Un premio che viene conferito da una giuria di addetti ai lavori e da studenti, insegnanti, appassionati di cinema che ogni anno vedono all’incirca 300 film prima di giudicare i migliori.

La tradizionale cerimonia di premiazione si è svolta al Cipriani 42nd Street, prestigiosissima location nel cuore di Manhattan che presenta una cucina di primissimo livello e un ambiente altrettanto raffinato che si ispira  al Rinascimento italiano tra colonne di marmo bianco e soffitti altissimi. Il premio come miglior film dell’anno  è andato a The Irishman di Martin Scorsese, interpretato da Al Pacino e Robert De Niro. Poi, quasi a voler ricambiare il favore a Martin Scorsese, che a maggio dello scorso anno intervistò Springsteen in occasione della serata di gala organizzata da Netflix per il lancio di Springsteen On Broadway, Bruce ha presentato i vincitori del “Premio Iconico” Martin Scorsese, Al Pacino e Robert De Niro, identificandoli come la “profezia avveratasi di una Nazione forgiata dagli immigrati”. Grande emozione e grande commozione per un premio forse annunciato ma che risulta sempre molto apprezzato proprio per l’eterogeneità della giuria, anche se ti chiami Scorsese, o De Niro, o Pacino. Lunedì prossimo, 13 gennaio, verranno annunciate le candidature ai Premi Oscar che verranno consegnato il prossimo 10 febbraio a Los Angeles, e siamo sicuri che Scorsese e il suo cast di immigrati faranno anche lì la parte del leone.

 La foto in evidenza è stata scattata da Thom Zimny ed è presa da Internet, quella in fondo all’articolo è altresì presa da Internet.

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Patrizia De Rossi
Patrizia De Rossi è nata a Roma dove vive e lavora come giornalista, autrice e conduttrice di programmi radiofonici. Laureata in Letteratura Nord-Americana con la tesi La Poesia di Bruce Springsteen, nel 2014 ha pubblicato Bruce Springsteen e le donne. She’s the one (Imprimatur Editore), un libro sulle figure femminili nelle canzoni del Boss. Ha lavorato a Rai Stereo Notte, Radio M100, Radio Città Futura, Enel Radio. Tra i libri pubblicati “Ben Harper, Arriverà una luce” (Nuovi Equilibri, 2005, scritto in collaborazione con Ermanno Labianca), ”Gianna Nannini, Fiore di Ninfea” (Arcana), ”Autostop Generation" (Ultra Edizioni) e ben tre su Luciano Ligabue: “Certe notti sogno Elvis” (Giorgio Lucas Editore, 1995), “Quante cose che non sai di me – Le 7 anime di Ligabue” (Arcana, 2011) e il nuovissimo “ReStart” (Diarkos) uscito l’11 maggio 2020 in occasione del trentennale dell’uscita del primo omonimo album di Ligabue e di una carriera assolutamente straordinaria. Dal 2006 è direttore responsabile di Hitmania Magazine, periodico di musica spettacolo e culture giovanili.

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