Piccole donne
di Greta Gerwig
con Saoirse Ronan, Emma Watson, Florence Pugh, Eliza Scanlen, Timothée Chalamet. Voto: aggiornato
Confessiamo di non aver mai letto il romanzo Piccole donne e di poter fare solo paragoni con i film precedenti. Ci è stato spiegato che la Gerwig ha mescolato episodi del romanzo, episodi della biografia di Louisa May Alcott, episodi della sua vita di attrice e regista (Frances Ha, Lady Bird) e ha inteso dare un visione femminista della vicenda incentrata sulla fatica delle donne a conquistarsi un posto in un mondo maschile. Inoltre, in un’intro al film, la Gerwig stessa ha spiegato che la sua versione di Piccole donne è cubista. Il che è inesplicabile. Abbiamo ritrovato Jo che diventerà scrittrice, e scriverà e correggerà quel che vediamo sullo schermo, Beth che desidera suonare il pianoforte dei Lawrence e sta per lasciare anzitempo la vita, Amy che distrugge il primo manoscritto di Jo e alla fine impalma il primo amore di Jo, Meg che quel che spera dalla vita è recitare, ma poi opta per il matrimonio, perché come dice la zia (che non ha sempre ragione ma non ha mai torto) o sposata o morta. Poi c’è il papà nella guerra di Secessione, la mamma indomita che insegna il buon cuore e i due amori/non amori dell’irrequieta Jo, Laurie l’indeciso e il signor Baher l’intellettuale. Le vera novità è che nel finale (postmoderno? letterario?) Jo (e Greta Gerwig) si fondono con Louisa May Alcott: e ottengono la pubblicazione di Piccole donne. Se uno non lo sa crede che sia il vero finale del libro. L’altra differenza è che gli attori sembrano sapere di non essere i protagonisti del libro ma di un film sul libro che si fonde col libro nel film. Moderno con birignao, ok.





































