La Crus. Un concerto dall’effetto onirico e straniante

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La Crus
@Elisa Magnoni

Il concerto dei La Crus ha un effetto straniante. Col passare dei minuti ci si concentra sulle immagini che scorrono sul grande schermo in fondo al palco. Sono immagini oniriche, campionate dai primi esperimenti di cinema di Man Ray, ed elaborate da Francesco Frongia; piccoli film che accompagnano ogni canzone in un emozionato ed emozionante “inventario” di sogni, visioni, delusioni e passioni. Il tutto ha un effetto ipnotico, tanto che dopo una mezz’ora è come se Mauro Ermanno Giovanardi e Cesare Malfatti sparissero dal palco. Si resta come in trance, con quelle immagini negli occhi e la musica che attraverso le orecchie arriva direttamente al cuore.

Non so se sia un effetto voluto. Non so nemmeno se altri spettatori abbiano provato sensazioni simili a questa. Quel che è certo è che il concerto è piaciuto parecchio a tutti i presenti, tanto che alla fine i La Crus sono stati salutati da applausi scroscianti durati diversi minuti. E sono stati costretti a fare un bis (un’intensa cover de Il vino di Piero Ciampi). Se proprio vogliamo trovare un difetto, è che lo show sia troppo corto, un’ora e dieci, poco più di un’ora e venti tra applausi e bis.

Lo spettacolo, al di là dell’effetto descritto in apertura, è volutamente minimal. Sul palco ci sono soltanto una poltrona, due piatti da Dj e un paio di chitarre. Giò e Cesare sono praticamente immobili. Il primo canta diverse canzoni stando seduto in poltrona, e quando si alza si muove con fare circospetto, come se non volesse distrarre l’attenzione di chi ascolta dalla musica. Cesare si muove ancora di meno.

Questa per loro era la data più importante del tour. Non a caso sul palco del Teatro dell’Elfo di Milano hanno voluto al loro fianco Paolo Milanesi (storico trombettista dei La Crus) e Ferdinando Bruni (fondatore, nel 1973, del Teatro dell’Elfo e regista di numerose opere teatrali di grande successo).

Durante lo spettacolo le canzoni che hanno segnato la storia del gruppo (da Come ogni volta a Notti bianche, da Dentro me a Nera Signora, da Natale a Milano a L’uomo che non hai – in nuove versioni, ancora più sperimentali e oblique, tra sferzate d’energia e caldo intimismo) si alternano a versi di Pasolini, Pagliarani, Bufalino, Salinas. Ad un certo punto gli altoparlanti diffondono anche la voce di Tenco che canta Angela.

Lo spettacolo si intitola Mentre le ombre si allungano – appunti scenici per voci, suoni e immagini, ed è giusto che sia un titolo più da rappresentazione teatrale che non da concerto, perché in effetti si tratta proprio di “appunti scenici”: rapide tracce di un modo diverso di intendere la scena da parte di un gruppo musicale alla costante ricerca di qualcosa di nuovo, in cui le canzoni rappresentano l’innesco all’esplosione di un mondo fatto di parole, immagini e suoni.

Dopo averlo visto, viene da domandarsi per l’ennesima volta come mai non abbiano avuto un successo maggiore. Lo avrebbero meritato tutto. Del resto si sa, chi sperimenta spesso raccoglie meno di quello che meriterebbe. Gran parte del pubblico preferisce andare sul sicuro, accontentandosi di meno, molto meno di quello che i La Crus sanno dare.

Il tour prosegue fino a metà febbraio. Questi i prossimi appuntamenti: 22 gennaio al Freak Out di Bologna, 23 al Barrè di Cesena, 24 al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno, 30 allo Studio Foce di Lugano, 15 febbraio al Teatro Magda Oliviero di Saluzzo (Cn). Chi può ne approfitti, credo che uscirà arricchito dopo averli visti.

Ricordo infine che il prossimo 19 gennaio i La Crus saranno tra i protagonisti del Premio Ciampi, di cui è stata organizzata un’edizione speciale in occasione dei 40 anni dalla scomparsa del grande cantautore livornese.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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