La ragazza d’autunno

Due giovani donne nella Leningrado del 1945. Da un allievo di Sokurov

0

La ragazza d’autunno
di Kantemir Balagov
con Viktoria Miroshnichenko, Vasilisa Perelygina, Andrey Bykov, Igor Shirokov, Konstantin Balakirev.
Voto bello e terribile

Si parte da un blocco: Iya, la spilungona (questo significa il titolo originale Dylda), ogni tanto si blocca, per lo spettatore è un sibilo e una serie di schiocchi, poi il sonoro torna lentamente e con pochi tocchi d’atmosfera Iya, infermiera nella Leningrado 1945, ogni volta torna a vivere. Iya è come la città e come tutti, rovine dopo l’assedio interminabile che cercano di ricominciare. Iya cura i feriti visitati dai politici che promettono un futuro di pace, ha un bambino piccolo, lo perde in una crisi e al ritorno di Masha, soldatessa piccola, pluridecorata e con una ferita orribile scopriamo che il bambino era di Masha. Ora Masha vuole un altro figlio ma non potrà averne, a meno che Iya non presti il suo lunghissimo corpo. È un film di corpi devastati, svuotati, incurabili, che cercano disperatamente di vendersi, sfamarsi, vestirsi, curarsi e amare, nei modi più ruvidi, maldestri e anche ricattatorii. È un film sul dopoguerra sovietico, ma non potresti definirlo né un film di guerra né un film storico, forse una storia d’amore disperata tra corpi feriti con rivelazioni avvilenti: per cosa era pluridecorata e ferita Masha se non era mai stata in combattimento? Da tenere d’occhio: 17 premi e 25 nomination, tra cui a Cannes 2019 il Fipresci e il miglior regista al Certain Regard. Kantemir Balagov, classe 1991, si era già fatto notare con Tesnota (premio Fipresci a Cannes 2017). Ha studiato cinema con Aleksander Sokurov all’università di Nalchik.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome