Una pellicola distribuita da Feltrinelli Real Cinema e Wanted Cinema
Fernando Botero è l’artista colombiano più famoso nel mondo. Nato a Medellin nel 1932, ha vissuto a Firenze negli anni ’50, a New York nei ’60 e nei ’70 a Parigi. Le sue sculture giganti e le sue forme naif, sensuali e sinuose sono riconoscibili a prima vista e ben note ai pubblici d’Europa e degli Stati Uniti. Nel 2015 ha esposto per la prima volta in Cina e di recente ha donato la sua collezione alla città di Bogotà, nel Museo che porta il suo nome e nel Museo de Antioquia. Ma di come si sia avvicinato all’arte da autodidatta e dei principi che animano il suo fare artistico, si sa molto poco. Attraverso un dialogo continuo tra l’artista e i suoi tre figli, Lina, Fernando e Juan-Carlos, e gli interventi di critici d’arte e galleristi, il regista canadese Don Millar scopre i temi e i traumi ricorrenti nell’opera di un creativo instancabile e controverso per la sua popolarità e accessibilità. Innamorato di Piero della Francesca e della pittura rinascimentale, Botero negli anni ’80 ha deciso di prendere casa in Italia. Nel film vengono coinvolti anche curatori, storici e accademici che nel tempo si sono occupati dell’artista, e l’incontro e la vicinanza con Fernando Botero e la sua famiglia ha permesso al regista di realizzare un lavoro senza precedenti.







































