Gazzelle emoziona il pubblico di Firenze nella prima tappa del “Post Punk Tour”

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Gazzelle
Foto di Sara Pellegrino

Dopo un tour nei club e nelle più importanti piazze italiane e dopo aver debuttato con successo al Forum di Assago e al Palalottomatica di Roma, Gazzelle si prepara al grande salto: il suo primo tour dei palazzetti. Sette concerti (di cui due a Roma) in location assolutamente impensabili per lui fino a un paio d’anni fa.

Ieri sera a Firenze è andata in scena la prima data di questo Post Punk Tour 2020 in un Nelson Mandela forse non esaurito, ma assolutamente caldo e gremito.
Appena entrati nel palazzetto colpisce subito la grandezza del palco e si ha immediatamente la sensazione di assistere a un percorso di crescita, almeno per quanto riguarda la produzione.

Il brano d’apertura è una versione voce e chitarra di Scintille, anche se a dire il vero voce di Gazzelle spariva completamente sotto le urla dei suoi fan.
Il pubblico infatti è uno degli aspetti che maggiormente colpisce dell’intero show: non solo perché composto da ragazzi e ragazze molto giovani, ma perché il suo entusiasmo ha trascinato Flavio e la sua band per tutto l’arco del concerto, cantando dall’inizio alla fine tutte le canzoni insieme a loro, diventando una vera parte integrante dello spettacolo.

La scaletta, per forza di cose, riserva ampio spazio a Punk (e Post Punk), l’album che ha consacrato il cantante romano, con i primi nove brani dello show, ad esclusione di Meglio così, che appartengono a questo disco.
Interessante anche il momento acustico, con un medley composto da Stelle filanti, Greta, Martelli e Meltinpot eseguito al pianoforte e accompagnato da un quartetto d’archi.

Tutto il concerto ha un forte retrogusto di anni ’90, un mix di nostalgia e malinconia, che si ritrova molto nei testi delle sue canzoni, ma che porta con se una forte voglia di rivalsa.

L’emozione di Gazzelle è palpabile, prova a proteggersi con gli occhiali da sole d’ordinanza, ma tradisce gioia, adrenalina e sorpresa per le reazioni dei suoi fan. Non è facile calcare certi palchi se non hai la giusta “cazzimma”, perché certe location possono risucchiarti, farti sparire e sembrare inadeguato. Gazzelle invece, con la sua freschezza e il suo essere sincero, riesce a risultare, per quanto a volte impacciato (in senso buono), assolutamente credibile e fatto per esibirsi su certi scenari. Anche perché, per citare Tutta la vita, la canzone con cui chiude i suoi concerti: «Noi stiamo bene anche soli», ma con 7.000 persone si sta anche meglio.

SCALETTA:
1. Scintille
2. Non c’è niente
3. Omg
4. Meglio così
5. Sbatti
6. Nmrpm
7. Nero
8. Smpp
9. Settembre
10. Sayonara
11. Medley: Stelle filanti / Greta / Martelli / Meltinpot
12. Polynesia
13. Zucchero filato
14. Vita paranoia
15. Sopra
16. Coprimi le spalle
17. Una canzone che non so
18. Punk
19. Non sei tu

BIS
20. Quella te
21. Scintille
22. Tutta la vita

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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