Quando Paul McCartney fu arrestato a Tokyo per possesso di marijuana

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Paul McCartney

40 anni fa Paul McCartney venne arrestato a Tokyo per possesso di marijuana. Dopo essere sbarcato il giorno prima all’aeroporto nella sua valigia vennero trovati ben due etti di marijuana.

Fermato dalle autorità, l’ex Beatle fu condotto al commissariato e interrogato, e il giorno dopo fu tratto in arresto. Paul si difese sostenendo che non era a conoscenza dei divieti molto stringenti presenti in Giappone. Nonostante questo però trascorse nove giorni in cella, con dieta a base di zuppe e semi di soia.

Spesso gli agenti del carcere andavano da lui per farsi cantare qualche canzone, come la celebre Yesterday. Il musicista aveva in programma ben sette concerti con i Wings, comprese quattro date al Budokan di Tokyo. La band rinunciò ai concerti e dovette risarcire i fan che avevano già acquistato il biglietto.

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La valigia con il pacco di marijuana nella valigia di Paul McCartney

Il carcere

Pensando a quell’esperienza Paul disse: «Quella marijuana era troppo buona  per buttarla nello scarico e tirare lo sciacquone». In carcere il musicista condivise la cella con un assassino e uno spacciatore, che però lo riconobbero e lo trattarono bene.

Dopo i primi tre giorni Paul iniziò ad ambientarsi alla vita da detenuto ed iniziò a pulire la cella ogni mattino per avere il permesso di lavarsi. Dopo nove giorni di detenzione l’artista venne rilasciato: le autorità constatarono che McCartney non fosse a conoscenze delle dure norme presenti in Giappone sul consumo di droghe leggere.

Il racconto del carcere

Nel 2001 al Daily Mail ha parlato di quella brutta esperienza: «Ho avuto tanta paura. Mi avrebbero potuto condannare a sette anni di lavori forzati. Continuavo a pensare: ‘Ma che che ho fatto alla mia famiglia?’ Non so come mai mi venne in mente di mettere quel pacco d’erba nella valigia. Se ci ripenso ho i brividi.

Ho avuto tanta, tanta paura per i primi tre giorni. Non credo di aver dormito molto. E quando ho dormito, ho avuto dei brutti sogni. Credevo davvero di essere un tale idiota. Non ho avuto un cambio di abiti. Non ho potuto vedere nessuno. E non potevo avere nemmeno un libro».

E a parte un detenuto marxista che parlava un po’ di inglese comunicare per lui era quasi impossibile: «E ovviamente tutti parlavano giapponese e io non riuscivo a capire una parola».

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Paul McCartney viene tratto in arresto

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