Sanremo 2020 e un nuovo album: il lato intimista di Francesco Gabbani

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Terzo festival di Sanremo per Francesco Gabbani, vincitore nel 2016 del Saremo Giovani e nel 2017 della gara dei Big. Ma lui giura di non sentire la pressione.

Il pezzo che porterà alla 70esima edizione del Festival, Viceversa, parte da un’analisi della dimensione sentimentale, ma suggerisce un valore universale, ossia che l’amore compie il suo significato più alto nel momento stesso in cui prevede un dare e un ricevere: «Il mio approccio al Festival — dice il cantautore di Carrara — sarà semplice e privo di sovrastrutture. Questa canzone è venuta fuori a settembre 2019 e quando l’ho scritta ho deciso che  forse ci sarei potuto tornare al festival. Non avevo pensato di tornarci, ma quando ho scritto questo pezzo mi sono detto ‘mi piacerebbe cantarlo su quel palco lì’. Sicuramente mostra un altro mio modo di fare musica, che è sempre esistito, ma che conoscono solo i miei attuali estimatori. Tutti mi conoscono perOccidentali’s Karma”, che è stata molto apprezzata, ma anche parecchio travisata. “Viceversa” è autentica e sincera, sono contento di cantarla a Sanremo, lo faccio per puro piacere, senza aspettative».

Il brano, contenuto nell’omonimo album che uscirà il 14 febbraio per BMG (ben tre anni dopo il suo ultimo, Magellano), è prodotto da Matteo Cantaluppi, con la collaborazione di Pacifico e gli archi di Matt Sheeran (fratello di Ed).

«L’incontro con Pacifico è avvenuto quando il disco era quasi tutto pronto. Il suo è stato un aiuto più psicoterapeutico, soprattutto sul brano sanremese. Abbiamo collaborato al 50-50 su “Bomba Pacifista” ad esempio, ma la verità è che ha messo la sua intelligenza e la sua ironia al mio servizio, aiutandomi a canalizzare e focalizzare quello che avevo buttato fuori in questo anno e mezzo».

L’intero disco è una sorte di concept album dove il filo conduttore è il rapporto tra individualità e collettività: ogni brano suggerisce un punto di vista diverso nel cercare di interpretare la complessa relazione   tra “te stesso” e “gli altri”, tra la personalità singola e il sistema sociale. In Bomba pacifista, ad esempio, vi è l’elogio di timidezza, tenerezza e tutti quei sentimenti che oggi il mondo vuole farci percepire come debolezze.

E proprio a dimostrazione che sapersi emozionare è un valore aggiunto, Gabbani si commuove raccontando la canzone che porterà alla kermesse con l’unico scopo di ricevere un ritorno di energia da parte del suo pubblico. Non vuole bissare se stesso e non punta a soddisfare l’aspettativa altrui, solo a dare quell’emozione che prova cantando alle persone che lo ascoltano, una cosa che gli è mancata particolarmente in questi lunghi mesi in studio e che tornerà presto a fare non sono sul palco di Sanremo, ma in un successivo tour ancora tutto da definire.

«Tutto il disco è un lavoro molto sincero, con Matteo e Ivan (Cantaluppi e Rossi, produttori dell’album) abbiamo cercato di valorizzare le canzoni che erano già abbastanza strutturate, senza ricorrere ad escamotage sonori che colpissero in quanto tali. Io compongo un po’ alla vecchia maniera, piano voce. Tutto il resto viene dopo».

In Einstein, la canzone che apre l’album, cita Marco Castoldi (Morgan), che sarà suo “rivale” sul palco sanremese, senza una apparente ragione, solo perché fa parte del suo background culturale. Sappiamo che Francesco Gabbani ha spesso citato, anche solo stilisticamente, gli artisti preferiti (Battiato su tutti), ma è anche un amante della musica a tutto tondo, che si scaglia a gran voce contro le polemiche che vorrebbero Junior Cally fuori dalla gara per via di un testo sessista scritto nel 2017. «In tre anni molte cose possono cambiare, non mi sembra giusto condannarlo per questo. E poi l’arte, secondo me, deve essere libera per concetto».

Nell’attesa di questo nuovo disco tutto da scoprire lo ascolteremo presto sul palco di Sanremo, che calcherà con un’unica missione “Emozionarmi per emozionare”.

La tracklist dell’album di Francesco Gabbani in uscita il 14 febbraio:

Einstein
Il sudore ci appiccica
Viceversa
Cinesi
Shambola
Duemiladiciannove
È un’altra cosa
Bomba Pacifista
Cancellami

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Claudia D'Agnone
Nata a Foggia in un’estate di notti magiche in cui si inseguivano goal, a 19 anni parte prima alla volta di Roma per poi approdare a Milano. Ha iniziato a 20 anni a collaborare con riviste cartacee o web scrivendo principalmente di musica e spettacolo. Parla tanto, canta, suona (male), insomma pratica qualunque attività fastidiosa vi venga in mente. Per evitare di snervare eccessivamente chi le è vicino si è “sfogata” al microfono collaborando con alcune radio web e locali. Medaglia olimpica di stage non retribuiti.

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