Andrea Griminelli: “Quella volta in camerino con Pavarotti. A vedere Italia-Inghilterra…”

0
Andrea Griminelli

A guardarlo da vicino, soprattutto quando inforca gli occhiali, ha addirittura qualcosa di Jurgen Klopp, il simpatico allenatore del Liverpool. Stesso fisico imponente, capello biondo e sorriso sdrammatizzante. Eppure Andrea Griminelli, sessant’anni portati alla grande e festeggiati recentemente con un grande concerto pieno di star in quel di Reggio Emilia, ha poco a che fare con la Germania visto che è eccellenza italiana come poche altre.

Flautista acclamato in tutto il globo, per anni spalla fedele di Luciano Pavarotti nei “concertoni” che il tenore di Modena teneva nei luoghi più suggestivi della Terra (memorabile un Hyde Park alla presenza di Lady Diana e sotto un acquazzone very british) e ultimamente esecutore — assieme alla Czech National Symphony Orchestra and Choir diretta da Marcello Rota — delle celebri arie contenute in Nessun Dorma – The Opera I Love, il suo CD “più importante e dedicato al mio più grande ispiratore: Big Luciano” (parole sue).

Andrea Griminelli
@Silvia Saponaro

Lo abbiamo incontrato in un piccolo ufficio milanese prima di un suo apprezzato showcase; e ne è venuta fuori una intervista piena di aneddoti, riflessioni e umanità. Il resto, come sempre, lo lasciamo giudicare a voi.

Griminelli, la prendo molto alla lontana: ma è vero che lei andava a scuola con Luciano Ligabue?
Sì, frequentavamo entrambi Ragioneria a Correggio, separati da un solo anno visto che io sono del ’59 e lui del ’60. Abitavamo anche a cento metri di distanza e ci incontravamo spesso a Radio Attiva, l’emittente libera della nostra cittadina che Luciano avrebbe trasformato cinematograficamente, anni dopo, nella sua ‘Radio Freccia’. Io passavo musica Classica, ovviamente, mentre lui era già bello focalizzato sul rock…

Una lunga frequentazione, ok, però non avete mai collaborato. Perlomeno a livello discografico…
No, qualcosa in realtà abbiamo fatto. Una volta, ad esempio, Red Ronnie ci invitò alla sua trasmissione Roxy Bar e lì duettammo su “Ho messo via”: Luciano voce e chitarra ed io a fraseggiare col mio flauto. Dovrebbe esserci ancora il filmato da qualche parte su YouTube… (purtroppo non lo abbiamo trovato. NDR) E poi Ligabue l’ho pure sponsorizzato al Pavarotti & Friends quand’era ancora ad inizio carriera. Anche con Laura Pausini andò esattamente così. Questo può pure scriverlo perché il Maestro si fidava molto dei miei consigli…

Le è piaciuto il recente documentario di Ron Howard, a cui lei ha partecipato, su Luciano Pavarotti?
Sì, il montaggio è emozionante, ma a livello di immagini inedite non è che in “Pavarotti- Genio per sempre” ci sia granché. L’unica scena che ha sorpreso i critici è quando Luciano va a cantare in un piccolo teatro di Manaus, nel cuore della Foresta Amazzonica, dove molti anni prima si era esibito anche il suo idolo Caruso. E indovini chi reggeva la videocamera in quella circostanza?

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Lei.
Esatto. Di Pavarotti ho avuto la fortuna di filmare tutto il filmabile. E anche il non filmabile se è per questo! (ride) A Ron Howard ho fornito volentieri gran parte del mio girato e lui alla fine ha scelto solo la sequenza di Manaus; ma le assicuro che nel mio archivio personale c’è ancora molto di inedito riguardo al Maestro.

Ha dedicato il suo ultimo, splendido album Nessun Dorma – The Opera I Love alla figura artistica dello stesso Pavarotti. Perché?
Perché questo è il mio disco più importante inciso per la Decca. In precedenza ho lavorato con suoni più barocchi, adoperando flauti d’ebano, mentre in quest’occasione ho usato il mio flauto traverso prediletto. Ed è venuto fuori un vibrato costante che si avvicina parecchio alla voce umana. Quindi, anche e soprattutto, all’universo di Luciano che possedeva una vocalità in grado di farti sentire davvero bene.

I suoi famosi armonici.
Esatto. Pavarotti adoperava in maniera magistrale gli armonici che poi sono i suoni della voce che ti avvolgono meglio. Quelli che ti arrivano dritti al cuore. Posso svelarle un aneddoto?

Sono, anzi siamo, tutto orecchi.
Facciamo un salto nel passato: 7 luglio 1990, vigilia della finalissima dei Mondiali di calcio di Italia ’90. Terme di Caracalla, Roma. Ricorda?

Il famoso debutto dal vivo dei Tre Tenori: Carreras, Domingo,  Pavarotti. E Griminelli, anche in quel caso, c’era col suo amato flauto…
Esatto. Nel minuscolo camerino, in attesa di quella storica esibizione in diretta TV, eravamo soltanto in cinque: loro tre, il direttore d’orchestra Zubin Mehta ed io. Su di un piccolo televisore in un angolo scorrevano le immagini di Italia-Inghilterra, finale terzo posto, dato che noi saremmo andati in scena solo dopo la fine della partita. Al triplice fischio conclusivo, insomma. I Tre Tenori stavano scaldandosi la voce tra un dribbling e l’altro di Roberto Baggio. E indovini chi aveva quella più potente?

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Me lo dica lei.
Josè Carreras: un vero portento, ti spazzava via quando apriva bocca! Pavarotti, invece, aveva la voce più “piccola”, ma così piena di armonici da sembrare il suono di uno Stradivari. E, nonostante il nervosismo, a me sembrava di stare in paradiso.

Cosa si prova ad aver suonato nel disco di Lirica più venduto della storia? E mi riferisco ovviamente a Carreras Domingo Pavarotti in concert, quello uscito trent’anni fa per la Decca…
Mah, diciamo che sono stato fortunato. Anche perché io in quell’album ho solo accompagnato Pavarotti in un pezzo (“Rondine al nido”. NDR), non è che abbia fatto la storia…

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Falsa modestia la sua?
No, ci mancherebbe. Il fatto è che uno deve saper suonare bene in quegli ambienti, ma allo stesso tempo ci sono tanti giovani flautisti col mio stesso talento fuori da questa porta… In quegli anni (Griminelli esordì al fianco di Pavarotti nel 1984 alla Civic Opera House di Chicago. NDR) per me era quasi normale suonare col Maestro anche se ammetto che, ragionando in termini retrospettivi, è diventato col tempo qualcosa di importantissimo.

Con tutto il rispetto per Max Pezzali, mi spiega come ha fatto uno come lei a incidere un pezzo per un album degli 883? A passare da Caracalla, dai grandi teatri d’opera, alla musica leggera da classifica?
Eh, quella cosa in effetti non piacque per niente ai puristi, ma è roba di vent’anni fa… Al giorno d’oggi queste collaborazioni tra pop e Classica non fanno neanche più notizia. E comunque aveva ragione Leonard Bernstein a dividere la musica in bella o brutta, fregandosene allegramente dei generi.

Il pezzo degli 883, per la cronaca, si intitolava La rana e lo scorpione.
Sì, io avevo già conosciuto Max Pezzali, una sera qui a Milano. Poi però fu il suo manager, Claudio Cecchetto, a contattarmi  in un secondo tempo spedendomi la base strumentale. Io ci aggiunsi la mia esecuzione al flauto e la cosa fini lì. Una semplice collaborazione in studio.

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Le piacerebbe lavorare con Renato Zero? Lui ormai, nella sua visione musicale, è sinfonico al pari di Andrea Bocelli…
Mi legge nel pensiero? (ride) In effetti ho appena parlato col mio discografico riguardo a una certa idea futura e ci piacerebbe coinvolgere Renato visto che io sono sempre stato un suo grande fan. Lo metta per iscritto: nel 2020 quella di Renato Zero è forse la più bella voce che si possa trovare in questo Paese.

Lei è fan anche dei Jethro Tull, vero?
Tra me e Ian Anderson c’è grande stima reciproca. Una stima cresciuta col tempo perché lui è al 100% i Jethro Tull e, a me, sono sempre piaciuti i leader musicali. Ci siamo conosciuti in una serata triste, quella del 11 settembre 2001, quando Ian venne a tenere un concerto in un teatro emiliano e contemporaneamente a New York succedeva l’immane tragedia delle Twin Towers…

Qual era, da ragazzo, il suo disco preferito dei Jethro Tull?
In realtà da teenager non me li filavo granché ! (ride). Li ho scoperti dopo.

Come mai?
Perché all’epoca ero piuttosto snob e la mia vita era completamente dedicata al flauto e ai grandi compositori classici. Pensi che, nel cuore degli anni ’80, non sapevo neppure chi fosse Sting… I Police? Per cortesia. Sting solista? Mai ascoltato a quei tempi. Poi lui nel 2008 è diventato mio testimone di nozze e lo scorso novembre è pure venuto a cantare per me, a Reggio Emilia, nel concerto dedicato ai miei sessant’anni. Strana la vita, eh? 

La scaletta di Nessun Dorma – The Opera I Love, il nuovo album di Andrea Griminelli:

1) Largo al factotum – Il barbiere di Siviglia
2) Mon coeur s’ouvre a ta voix – Samson et Dalila
3) Méditation – Thais
4) Addio del passato – La Traviata
5) Madamina il catalogo è questo – Don Giovanni
6) Una voce poco fa – Il barbiere di Siviglia
7) Ebben? Ne andrò lontana – La Wally
8) Donna non vidi mai – Manon Lescaut
9) Der Hölle Rache (Aria della Regina della Notte) – Il Flauto Magico
10) O mio babbino caro – Gianni Schicchi
11) Che gelida manina – La Bohème
12) Mi chiamano Mimì – La Bohème
13) Ombra mai fu – Serse
14) Il volo del calabrone – La Favola dello Zar Saltan
15) Pourquoi me réveiller? – Werther
16) Lascia ch’io pianga – Rinaldo
17) Nessun dorma – Turandot
18) Sous le dôme épais (Duetto dei fiori) – Lakmé
19) Ruhe Sanft – Zaide

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Google Youtube abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome