Architetture della memoria – Omaggio ad Amos Gitai

Fino al 31 gennaio 2020 al Cinema Massimo di Torino la retrospettiva dedicata al regista israeliano comprendente i suoi ultimi film mai usciti in Italia

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L’autore che ha fatto del suo cinema uno strumento politico di conoscenza e pensiero

Nato ad Haifa l’11 ottobre 1950, Amos Gitai studia prima architettura prima in Israele e poi in California. Nel 1973 inizia a girare le sue prime pellicole in superotto. Nel 1976 è ferito durante la guerra del Kippur e dal 1977 lavora alla televisione israeliana dove realizza servizi e documentari. Coraggioso e audace, non nasconde le sue simpatie per la causa del popolo palestinese. Dal 1982 arrivano sugli schermi i suoi lungometraggi, Field Diary-Journal de campagne presentato a diversi festival che lo consacra un cineasta di notorietà internazionale seguiti da Berlin-Jerusalem in concorso alla Mostra di Venezia del 1989; Kadosh, 1999; Kippur, 2000; Verso Oriente, 2002; Terra promessa, 2004; Free Zone, 2005 e A Tramway in Jerusalem, 2018. Il regista dal 1986 vive a Parigi con la sua famiglia, ma torna spesso nel suo paese per realizzare nuove opere. Il ciclo propone film inediti come Tsili, 2014 (lunedì 27 gennaio ore 18.00), protagonista una donna giovane donna fuggita ai rastrellamenti nazisti, che si nasconde nella foresta per sfuggire alla morte; Rabin, the Last Day, 2015, (lunedì 27 gennaio ore 20.30) incentrato sull’assassinio del primo ministro Yitzhak Rabin avvenuto il 4 novembre 1995 a Tel Aviv; A Letter to a Friend in Gaza, 2018 (venerdì 31 ore 20.30), un j’accuse diretto alla politica del governo israeliano nei confronti dei palestinesi; Ana Arabia, 2013 (venerdì 31 ore 21.15), una giovane giornalista che cerca una donna ebrea sopravvissuta ad Auschwitz, sposata a un arabo; West of the Jordan River, 2017 (martedì 28 ore 21.00 e mercoledì 29 gennaio ore 18.30), il ritorno di Amos Gitai nei territori occupati dove aveva realizzato il suo celebre documentario Field Diary; A Tramway in Jerusalem, 2019 (mercoledì 29 ore 20.30 e venerdì 31 gennaio ore 18.30), storia del tram che collega a Gerusalemme diversi quartieri, da est a ovest, tra varietà e differenze sociali. Al termine della proiezione del 29 gennaio si terrà un incontro con il regista.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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