Bugo. Non solo Sanremo, anche un romanzo

0
Bugo

Bugo è un personaggio davvero eclettico. In 20 anni di carriera ha pubblicato 9 album (il decimo, intitolato Cristian Bugatti, che poi è il suo vero nome, uscirà il 7 febbraio). Ma ha fatto molto altro, per esempio l’attore in un paio di film: l’ultimo è Missione di pace, dove ha recitato accanto a Silvio Orlando, Alba Rohrwacher e Filippo Timi. Per quel film Bugo ha pure composto la colonna sonora.

Giusto per non farsi mancare niente, recentemente ha pubblicato un romanzo, La festa del nulla (Rizzoli). Non è un’autobiografia, anche se gli elementi autobiografici abbondano. La storia è ambientata a Cerano, in provincia di Novara. E il protagonista si chiama Crisante, per gli amici Cris.

Bugo in realtà è nato a Rho, ma è cresciuto proprio a Cerano dove, come specifica all’inizio del romanzo, «non c’è niente, solo un campanile». A ben guardare ci sarebbe anche il Bar della Curva, dove va a bere cicchetti e a parlare con i pochi amici. Tutto attorno, una gran nebbia e la noia che morde.

Cris ha grandi sogni in testa: vorrebbe diventare una star del rock’n’roll, quindi assieme al Cabrini che suona il basso, al Gheddafi che picchia sui tamburi e a Franca che suona le tastiere fonda una band, sfigata già dal nome, i Provincia Bastarda. Trovano una sala prove, che poi è le sede del Club degli Alpini e cominciano a mettere su un repertorio, un po’ di cover e qualche canzone inedita.

Si presenta la grande occasione: un concerto in piazza la sera del 31 dicembre 1990. Cris, che ovviamente è il leader della band, sogna ad occhi aperti: «Faremo un’entrata alla David Bowie, a Cerano si parlerà di noi per anni (…) Tra una canzone e l’altra leggerò dei pezzi di Rimbaud e ho chiesto allo Zingaro di rimediare qualche fuoco d’artificio da sparare alla fine (…) La folla impazzirà, le ragazzine si strapperanno i capelli e dopo il concerto non potranno più vivere senza di noi».

Ovviamente non succede niente di tutto questo. Il concerto è un fallimento totale. A Cris e ai suoi amici non resta che prendere l’ennesima sbornia colossale. Ma lui ha un moto di ribellione, decide di andare a Londra e convince gli altri a seguirlo. Oltre che la gloria, a Londra va a cercare Barbara, la fidanzata che si è trasferita lì da qualche mese e che non ha più dato notizie di sé.

Partono senza dire niente alle famiglie. Dopo un tratto fatto in bus fino a Novara, un treno per Parigi e uno che li porterà a Calais, la traversata dello stretto in traghetto fino a Dover, poi altro bus per arrivare a Londra e infine una lunga camminata («Potevamo andare con l’Underground, ma per risparmiare abbiamo deciso di andare a piedi»), raggiungono lo squat a Camden occupato da Tom the Dealer, un ceranese come loro, amico di un amico, che a Londra fa il pusher.

Seguono altre avventure (che sarebbe più corretto definire disavventure). Ogni tanto per tirare su qualche pound i quattro si esibiscono per strada, sognando sempre che passi un produttore famoso e li metta sotto contratto. Ma i sogni sono una cosa, la realtà è ben diversa. Così i ragazzi dopo qualche giorno tornano a Cerano con la coda tra le gambe.

Si domanda Cris mentre torna a casa: «Se mi guardo allo specchio, mi riconosco ancora? Laggiù, il mare, l’orizzonte, il mio futuro. Già, il futuro. Dove sarò io domani? Chissa cosa ne sarà di me. Distrutto dalla stanchezza e dai sogni infranti, chiudo gli occhi e non vago più».

Il romanzo si chiude con queste parole: «Eccola qua: la nebbia. Vecchia stronza, madre della mia disperazione. È bello incontrarti di nuovo».

Trattasi di un romanzo di formazione, a tratti volutamente ruvido, e Bugo usa uno slang tipico del rock. Cita pure numerosi musicisti che apprezza davvero, il suo idolo Vasco più di tutti, ma anche Clash, Doors, MC5, Who, Ramones e tanti altri. Scritte in uno stile asciutto e senza troppi fronzoli, queste 186 pagine vanno via veloci.

Bugo

Alcuni contenuti o funzionalità non sono disponibili senza il tuo consenso all’utilizzo dei cookie!

Per poter visualizzare questo contenuto fornito da Facebook Like social plugin abilita i cookie: Clicca qui per aprire le tue preferenze sui cookie.

Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci qui il tuo nome