Sanremo 70. Tra palco e città

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Sanremo 2020

Quella che sta per avere inizio è l’edizione numero 70, e per festeggiarla degnamente saranno organizzate iniziative un po’ ovunque. Il Festival di quest’anno, quindi, non si svolgerà soltanto all’Ariston, ma ci sarà per esempio un grande coinvolgimento di piazza Colombo ed il suo palco con gli eventi al pomeriggio e la sera. Ci sarà poi il Palafiori e “Casa Sanremo”, dove avverrà la diretta dell’Altro Festival. La storia del Festival sarà ricordata a Santa Tecla, mentre in piazza Borea d’Olmo saranno protagoniste le radio. Il titolo dell’intero progetto riecheggia quello di una delle canzoni più famose del Liga, infatti hanno deciso di chiamarlo Tra palco e città.

Tra palco e città

Dice Antonio Marano, presidente di Rai Pubblicità: «Il Festival di Sanremo è la foto di famiglia degli italiani e non solo. Dal 1951 accompagna e scandisce i cambiamenti della società e del costume del nostro Paese. Tutti noi conserviamo ricordi particolari legati al Festival, sappiamo esattamente dove eravamo, chi era con noi davanti alla tv, cosa stavamo vivendo nel preciso momento in cui abbiamo ascoltato quella canzone. Sfoglieremo insieme alcune pagine dei primi settant’anni di Sanremo, perché la storia del Festival è anche l’album della nostra vita e delle nostre emozioni».

Il primo evento del (vasto) programma Tra palco e città sarà inaugurato lunedì 3 nel foyer del Casinò, che ospiterà l’esposizione degli abiti storici che hanno “disegnato” i primi 69 anni del Festival, un viaggio per immagini capace di raccontare la storia del costume di Sanremo e dell’Italia. Il teatro del Casinò vedrà “sfilare” sul palco i 7 decenni del Festival con la complicità degli emozionanti filmati di Rai Teche, attraverso le parole dei protagonisti che sul palco dell’Ariston hanno contribuito a scrivere la storia della musica italiana, le note e gli abiti che hanno raccontato il nostro Paese.

Questo evento sarà condotto da Chiara Giallonardo, che accompagnerà gli spettatori decennio dopo decennio.

All’Ariston, intanto, proseguono le prove e la scenografia è stata allestita: è quella che potete vedere nella foto d’apertura, firmata da Gaetano Castelli, che torna tra le quinte dell’Ariston dopo 8 anni (questo è il suo diciottesimo Sanremo). Quello che ha disegnato è un omaggio a passato, che ammicca un po’ a Broadway ma guardando al futuro.

«La mia scelta – dice – è stata quella di eliminare completamente le automazioni, sostituendole con elementi scenografici volumetrici progettati in modo da dilatare lo spazio scenico e acquisire la maggiore profondità possibile. E in questo spazio faccio “danzare” la luce».

Ridotta, ma non eliminata la scala, Castelli riporta l’orchestra ai lati del palco. E ha lavorato soprattutto sull’integrazione tra elementi della scenografia, apparati video e luci: «I principali, i fondali e le quinte – spiega – contengono, all’interno, apparati video e sceno-luminosi che, per la prima volta, sono completamente integrati con le luci del direttore della fotografia Mario Catapano. La scena acquista dinamismo grazie alle sue forme sinuose, agli accorgimenti prospettici e alla sincronia con il ritmo musicale di tutti gli effetti luminosi e grafici, personalizzati per ogni artista e sottolineati dal dinamismo della ripresa firmata da Stefano Vicario».

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Redazione
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