A quattro anni di distanza dall’uscita del suo ultimo album, il cantautore veneto Limone ha da poco pubblicato il suo terzo disco, Viceversa, per Dischi Soviet Studio. Viceversa è un disco pop fresco, dalle chiare sonorità anni Ottanta, dove la voce di Limone la fa da padrone. Filippo Fantinato (questo il suo nome all’anagrafe) ha scritto testi e musiche e curato anche gli arrangiamenti insieme al produttore artistico Maurizio Baggio. Nato nel 1981, Limone ha cominciato a fare musica in due gruppi, prima gli Entropia e poi gli Emme. Successivamente ha scelto la strada dell’autoproduzione. I suoi primi due dischi si intitolano Spazio tempo e circostanze e Secondo Limone. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare il suo ultimo lavoro.

Sono passati quattro anni dal tuo ultimo album. Cosa hai fatto nel frattempo?
Un matrimonio, due figli e sullo sfondo molta musica.
In Viceversa, il tuo nuovo album, si ascoltano sonorità che riportano inevitabilmente agli anni ottanta. Perché hai fatto questa scelta?
Userò una metafora architettonica. E prenderò l’esempio di una casa. Il brano chitarra/piano e voce rappresenta le fondamenta e la struttura della casa. L’arrangiamento equivale al colore dei muri esterni, alla scelta di infissi, balconi/tapparelle. Le sonorità anni 80, nel 2020, sono un po’ come le porte finestre: sono molto diffuse e si vedono spesso. In altre parole, la sonorità riveste un’importanza accessoria rispetto all’impianto strutturale. Pertanto alla domanda “perché hai fatto questa scelta?” risponderei molto semplicemente che mi ha divertito colorare i muri. E ho trovato un produttore artistico – Maurizio Baggio – creativo e preparato che con la Roland Juno mi ha fatto divertire tantissimo.
Parlando di anni ottanta, quali sono i tuoi punti di riferimento musicali per quella decade?
Battiato. Tuttavia per me Battiato è uno dei maestri cantautori al pari di Rino Gaetano, Battisti, Dalla, De Gregori, Bersani, etc… Apicella (trova l’intruso, ndr). Quindi scelgo i cantautori dagli anni 70 ad oggi.
Il disco ha un filo conduttore oppure ogni canzone fa storia a sé?
Il filo conduttore è l’approccio alle cose della vita. Sono riflessivo, malinconico, spensierato e allegro. Mi piace prendere in giro me e gli altri. Soprattutto gli altri.
C’è un titolo che attira subito l’attenzione: Fessobook. In questo brano descrivi il classico personaggio da social network che dall’iPhone scrive che «le multinazionali sono il male». È una figura molto diffusa quella di cui parli?
Si, aggiungo che le banche e i poteri forti stanno finanziando il progetto di Limone.
La canzone di questo disco che bisogna ascoltare assolutamente?
Ballata erotica. Da ascoltare e mettere in pratica. Nel ritornello il bugiardino coi consigli per l’uso.
Com’è cambiata la tua musica nel corso degli anni?
Canto in modo diverso, più libero. A volte semplicemente grido, lo ammetto.
Che periodo sta attraversando la musica in Italia?
Voglio vederla positivamente. Ci sono i talent che hanno contribuito ad innalzare il livello tecnico. Per esempio anche l’ultima vincitrice di Masterchef cantava benissimo. Scherzi a parte, sul piano artistico possiamo dire che c’è di tutto. E tutto è disponibile. La vera difficoltà è orientarsi velocemente in ascolti di qualità nel mare sterminato di un’offerta densa di progetti di bassa qualità. Apprezzo l’ascesa del Rap perché ha contribuito a migliorare i contenuti dei brani di ogni genere.
Porterai il nuovo disco anche in una dimensione live?
Non vedo l’ora.







































