Marco Masini: “Torno a Sanremo dopo aver cantato gli anni dello smarrimento” (videointervista)

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Marco Masini
@Luisa Carcavale

C’è parecchia vita nei pensieri di Marco Masini ora che manca davvero poco all’inizio di Sanremo 2020 dove il cantautore toscano gareggerà col suo inedito Il confronto («Un brano non autobiografico, ma ispirato all’universo maschile in generale», commenta lui) e duetterà con Arisa in Vacanze romane, il super classico synth pop dei Matia Bazar, durante la serata del giovedì.

«L’ultima canzone che ha reso felice mia mamma, che amava canticchiarla in cucina, prima che un brutto male se la portasse via nel 1984… », confida a una platea di giornalisti attoniti di fronte a tanto candore.

Marco, 56 anni a settembre, è qui per illustrarci il suo copioso presente, ok, ma anche il passato rinverdito di Masini + 1, 30th Anniversary, l’album in arrivo il prossimo 7 febbraio dove il due volte vincitore di Sanremo presenta quattro inediti e ben sedici duetti incentrati sul suo canzoniere storico (bellissimo e tremendamente soul quello con Eros Ramazzotti in Disperato; molto alla Thegiornalisti la collaborazione con Luca Carboni in Vaffanculo).

E già che c’è, la popstar gigliata ne approfitta per fare un altro annuncio emblematico visto che sono tanti i microfoni puntati verso il suo cuore viola. Ovvero che, dopo il tour primaverile in partenza il 3 aprile dal Belgio (in quel di Mons), vi sarà una grande festa il prossimo 20 settembre all’Arena di Verona con ospiti speciali molti dei nomi (Giuliano Sangiorgi, Umberto Tozzi, Ambra Angiolini, Luca Carboni, Fabrizio Moro, ecc.) che lo accompagnano già nei featuring del disco: «Bravi, chiamatela festa e non celebrazione — chiarisce lui —, perché a Verona non ho voglia di celebrare l’icona Masini, ma solo fare musica con dei cari amici che mi hanno onorato della loro presenza».

Il resto (e che resto) ce l’ha raccontato lui stesso in questa cospicua videointervista dove Masini si è fatto carico di unire il prima (i tremendi anni ’90 di cui è stato uno dei cantori più schietti e fragorosi) col dopo (le critiche, gratuite e feroci, da cui si è sempre rialzato) senza scordarsi l’adesso («Ho ancora tanta voglia di imparare da autori molto più giovani di me») e l’amato calcio, sublimato negli aneddoti su Max Allegri, Antonio Conte e Beppe Iachini. Perché lo fai, Marco? Beh, siete solo a un clic dallo scoprirlo…

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