Bugo e Morgan sono gli artisti del mese di febbraio su Spettakolo!

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Bugo e Morgan
@Paolo De Francesco

Questo è il mese in cui Spettakolo compie gli anni (siamo nati il 2 febbraio 2015), pertanto abbiamo deciso di esagerare, scegliendo non uno, bensì due artisti del mese. Che però sono strettamente legati uno all’altro: Cristian Bugatti in arte Bugo e Marco Castoldi in arte Morgan. Ormai lo sanno anche i sassi, partecipano a Sanremo in coppia cantando Sincero, un pezzo che ci piace molto. Non abbiamo la sfera di cristallo, quindi non sappiamo dire se piacerà anche al grande pubblico. Sicuramente piacerà a chi ama la buona musica.

Morgan, lo sapete tutti, è un personaggio molto eclettico, spesso sopra le righe, non sempre perfettamente a fuoco, ma a suo modo geniale. A me piace moltissimo quando “racconta” la musica, perché è competente e appassionato. Poi è vero che a volte con quei suoi atteggiamenti un po’ troppo strafottenti fa girar le palle. Così come è vero che ad ascoltare i dischi che ha realizzato fin qui è un po’ come andare sull’ottovolante. C’è di tutto un po’, grandi intuizioni, ma anche canzoni non proprio riuscite, riletture stupende di brani di altri e a tratti un po’ di svogliatezza. Già una decina d’anni fa (ci sono le prove scritte) dicevo cose simili: purtroppo il limite di Morgan è la tenuta psicologica. Sapesse gestirsi meglio, lo si potrebbe collocare molto più in alto. Comunque, pur non essendo esattamente un ragazzino (ha 47 anni, 30 dei quali spesi a fare musica), almeno in teoria ha ancora margini di miglioramento.

Bugo invece di anni ne ha 46. Pure lui non è esattamente un pischello, infatti nel 2000 festeggia i vent’anni di carriera, punteggiati da 9 album (il decimo, intitolato col suo vero nome, Cristian Bugatti) uscirà il 7 febbraio. In tutto questo tempo ha fatto anche altro, per esempio è apparso come attore in un paio di film e recentemente ha pubblicato un romanzo, La festa del nulla, che pur senza essere un’autobiografia, contiene molti elementi autobiografici. A cominciare da quel suo modo assolutamente naïf di intendere la musica e la vita. Gli anni in cui si è formato li ha vissuti a Cerano, un paesino di 6.000 abitanti in mezzo al nulla. E per esperienza diretta posso assicurare che quando intorno non si ha nulla, bisogna darsi un gran da fare per allenare la fantasia, altrimenti si muore.

Lui evidentemente quegli sforzi li ha fatti, infatti nei suoi dischi ci sono parecchie cose buone, e meglio ancora è la sua attitudine live. Poi ha vissuto esperienze che lo hanno aiutato a crescere, per esempio trascorrere alcuni anni in India (sua moglie è una diplomatica).

In una intervista che ha rilasciato un paio di giorni dopo l’ufficializzazione della sua partecipazione a Sanremo, al giornalista che gli domandava cosa avesse pensato in quel momento, dava una risposta straordinaria, totalmente rock: «Che me lo sono meritato, cazzo! Dopo vent’anni di culo!».

Chiudo raccontando come ci siamo conosciuti. Ci siano “inseguiti” per diversi anni. Una volta lo cercai perché stavo andando a New Delhi e mi pareva una buona occasione. Ebbene, lo stesso giorno in cui io arrivavo nella capitale indiana, lui aveva un aereo per l’Italia. Passa altro tempo, vado a vedere un suo concerto, ma senza incontrarlo di persona. Ogni tanto ci mandavamo messaggi. Poi un giorno ci diamo un appuntamento in un baretto proprio di fronte alla Bocconi. Si presenta con in mano una copia del mio libro Vasco Rossi. Una vita spericolata e dice che lo ha letto e riletto. Bugo è un grandissimo fan del Blasco, a volte ha pure suonato le sue canzoni in concerto. Chiacchieriamo per un po’, e prima di andare mi rivela un sogno: un giorno gli piacerebbe organizzare un grande concerto a Cerano, invitando tutti i suoi amici… Da allora ci siamo riparlati diverse volte ma, pur avendo bene in mente le parole che mi disse quel giorno, non gli ho mai chiesto se ancora avesse in testa quel progetto.

Visto che nei giorni del Festival scriverà un “diario sanremese” per Spettakolo, potrebbe essere l’occasione giusta per scoprire se ancora pensa a quel progetto. Che dite?

Bugo e Morgan

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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