La pellicola è in programma il 3 febbraio anche nei cinema Mexico e Anteo di Milano
Nella primavera del 1963 il regista Stanley Kubrick decide di affrontare con coraggio e ironia il tema della follia nucleare, trasferendo sullo schermo il romanzo Red alert di Peter George con il titolo Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba, farsa beffarda e inquietante sulla corsa agli armamenti nucleari; una feroce commedia sulla Guerra Fredda, interpretata da un Peter Sellers in stato di grazie, in ben tre ruoli, il dottor Stranamore, lo scienziato pazzo ex nazista, il capitano della Raf Lionel Mandrake e il presidente degli Usa Muffrey, affiancato dagli ottimi George C. Scott nei panni del generale Buck Turgidson e da Sterling Hayden in quelli del generale Jack D. Ripper, paranoico alto ufficiale convinto di essere di fronte a un complotto comunista teso a sottomettere il mondo occidentale, che ordina a un gruppo di bombardieri atomici B52 di attaccare l’Unione Sovietica, iniziando così la terza guerra mondiale. Kubrick, trasferitosi in Inghilterra, dopo aver compreso di non poter realizzare in patria un progetto del genere, gira il film negli studi di Shepperton, ricostruendo nel gigantesco set, opera dello scenografo Ken Adam, la finta sala militare della Casa Bianca con al centro il grande tavolo dove trentasei persone, il presidente Muffrey e i suoi collaboratori, seguono l’evolversi di tutta la situazione. Una sala militare immaginaria così realistica che Ronald Reagan, entrando alla Casa Bianca appena eletto nel 1981, chiese di vederla, convinto della sua effettiva esistenza. Kubrick filma anche una scena nella quale tutti gli occupanti della War Room si prendono a torte in faccia. Sequenza tagliata nel montaggio definitivo per rendere più drammatica l’atmosfera della pellicola. Il dottor Stranamore esce il 30 gennaio 1964, accolto da un grande successo di pubblico e di critica aggiudicandosi quattro nomination all’Oscar. Un’opera utilizzata ancora oggi in senso didattico per affrontare l’argomento della questione nucleare. La pellicola è stata restaurata dalla Cineteca d Bologna.







































