Judy

Ultimi giorni di vita e arte di Judy Garland

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Judy
di Rupert Goold
con Renée Zellweger, Jessie Buckley, Finn Wittrock, Rufus Sewell, Michael Gambon.
Voto: Zellweger in confezione sfiziosa

Ultimi concerti londinesi e ultimi fuochi di Judy Garland, come dice Wikipedia attrice, cantante, ballerina, come dice la mitologia hollywoodiana la bambina di Il mago di Oz, modellata dalla Metro Goldwyn Mayer con una specie di lavaggio del cervello, moglie del regista Vincente Minnelli, mamma dell’attrice e cantante Liza Minnelli: diva naturale e costruita, donna distrutta dai meccanismi dello star system, da alcol, psicofarmaci, amori. Il calvario londinese (muore a Londra nel 1969 a 47 anni) ovvero il tentativo di recupero europeo di una carriera declinante, glorioso (quando tira fuori la voce è spettacolare), e doloroso (tutti i modi in cui farsi male) è di derivazione teatrale (End of the Rainbow di Peter Quilter) : una sequenza di spostamenti claustrofobici tra camera d’albergo e palco, con tutte le varianti autodistruttive del repertorio: irritazione degli orchestrali, sbornie, ricusazioni dall’impresario, offese al pubblico, incubi, sonniferi, matrimoni, insulti e assoluzioni sotto i riflettori. E naturalmente le canzoni. E naturalmente gli abiti e le ricostruzioni d’epoca. E poi la sorpresa Renée Zellweger, che non si capiva più che viso avesse adottato dopo varie plastiche, che sfodera una grinta e una sensibilità alte, anche nei birignao, e pari che canti davvero. Golden Globe e chissà, forse Oscar

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