Riki: «Ho rischiato l’eliminazione, ma ero in buona fede»

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Riki @ Francesco Prandoni

Negli ultimi giorni anche Riki (al secolo Riccardo Marcuzzo) è stato investito dal flusso di polemiche che hanno colpito questo Sanremo, poiché ha spoilerato, nelle sue storie Instagram, un accenno della cover (L’edera) che interpreterà, in coppia con Ana Mena, nella serata di giovedì sul palco dell’Ariston.
Il suo battesimo al Festival, rischiava dunque di essere seriamente compromesso (regolamento alla mano).
Scongiurato il pericolo, il cantautore milanese è ora pronto al suo primo Festival (in programma dal 4 all’8 febbraio, Rai Uno) e porta con sé il carico di esperienze e riconoscimenti che ha collezionato negli ultimi due anni, partendo dalla vittoria ad Amici, e arrivando anche oltreoceano, con la pubblicazione del suo singolo di debutto, Sei mia, in versione spagnola, e una collaborazione all’attivo con i CNCO, band latina apprezzata in tutto il mondo.

Il brano che porti a Sanremo si intitola Lo sappiamo entrambi, ce ne parli?
Il brano racconta di una relazione che sta finendo, e della collegata incomunicabilità che esiste tra le due persone, nonostante l’epoca in cui viviamo, in cui siamo tutti super connessi.
Queste due persone vivono quindi una relazione che sta per finire, lo sanno ambedue, ma non se lo dicono.

Tu che rapporto hai con i social?
Ormai li usano tutti, non solo i ragazzini. Con i social ho un rapporto molto normale, sano. Li uso anche per provocare, fare cose anticonvenzionali, o che non si dovrebbero fare.

A proposito di cose che non si potrebbero fare, c’è stato, sulle tue storie Instagram, un piccolo spoiler della cover che porterai a Sanremo. Sapevi che era vietato dal regolamento del Festival, e di aver rischiato l’eliminazione?
L’ho fatto in assoluta buona fede. Non sono un matto, stiamo lavorando a Sanremo da tantissimo, già dallo scorso anno, quando poi ho deciso di passare un anno in Sudamerica.
So che l’inedito non posso rivelarlo, della cover, che ha 62 anni, con ingenuità ne ho postato un pezzetto sui social, non sapendo che fosse vietato, e pensando appunto che non è una canzone inedita.
Ho rischiato sicuramente, per fortuna si è risolto tutto subito.

Sei stato, in un certo senso, parte di questo fiume di polemiche che ha investito il Festival…
Io non ho mai fatto il Festival, lo guardavo semplicemente.
Ma quante polemiche ci sono sempre state, tutti gli anni?

Forse quest’anno sono un po’ sopra la media. Ad esempio, quella che riguarda Junior Cally…
Non lo conoscevo prima, ho letto da poco alcune cose sue.
Se a Sanremo si porta un genere simile, il rap, che oggi domina le classifiche, è chiaro che insieme al rapper si porta anche un linguaggio che è usuale per il genere.
Scrivendo altro, non condivido determinate frasi, ma non condanno neanche la sua partecipazione.
Alcune polemiche, come questa, sono ingigantite proprio perché si parla di Sanremo.

Data la tua giovane età, come mai hai scelto, nella serata delle cover, una canzone come L’edera, di Nilla Pizzi?
Volevamo prendere, io e il mio produttore, una canzone molto in là con gli anni, proprio per omaggiare i 70 anni del Festival.
L’Edera poi la conoscevo, perché mia nonna la cantava quando ero piccolo. Il brano ha un ritornello ancora molto moderno, e ho voluto reinterpretarlo e riarrangiarlo, per ricordare anche un’artista che era una bandiera di quegli anni, e che forse non tutti i giovani conoscono.

In primavera arriva il tuo album, e in autunno anche due live importanti…
L’album esce in primavera, perché non siamo riusciti a chiuderlo prima, poi ci saranno anche i concerti, per il momento due date, a Roma (3 ottobre, Palazzo dello Sport) e Milano (Mediolanum Forum di Assago). Vedremo, in seguito, come organizzare tutto il tour, nei palazzetti.

Nel chiudere, che in bocca al lupo ti faresti per Sanremo?
Mi direi: Riki, sii sincero sempre, perché la naturalezza arriva e piace alle persone. Spera di essere spontaneo e di emozionare con quello che hai preparato. Insomma, vai e spacca tutto!

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