Underwater

Alieni oceanici attaccano trivellatori sul fondo

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Underwater
di William Eubank
con Kristen Stewart, Vincent Cassel, Jessica Henwick, John Gallagher Jr., Mamoudou Athie.
Voto: fa acqua

Nell’astronave dopo qualche segnale inquietante creature mostruose si mangiano gli astronauti uno a uno, infine compare la madre di tutte le creature mostruose, scontro finale, solo una ragazza tostissima la contrasta. Per ora. Dite che sembra già visto e già sentito? Scherziamo. Non è un’astronave, è una base di estrazione sul fondo dell’oceano (via coi sensi di colpa ecologici). Ma fa niente: i superoperai tecnici eccetera sono scafandrati come in Alien e si trovano alle prese con cosi orribili come in Alien in un ambiente che ricorda quello di Alien più che quello di Abyss (va bene: il regista di Abyss, Cameron, poi ha fatto il secondo Alien). E non è neanche Sfera, niente paturnie psicologiche da profondità. È una purissima variante ginnica dello schema ormai consunto dei nostri rimorsi che si incarnano in ambienti claustrofobici e sterminano gli equipaggi. Il regista Eubank ha detto chiaro e tondo di essersi ispirato ad Alien e l’unica cosa che differenzia il film da Alien (e da tutti quelli venuti dopo) oltre all’essere meno bello, è che invece dello spazio c’è l’acqua e la nuova tecnologia di moda che permette far recitare all’asciutto gli attori (non sempre) e con l’ausilio dell’elettronica trasformare l’asciutto in bagnato e in liquido come in La forma dell’acqua di Del Toro. Dal punto di vista formale il film è esteticamente molto ben fatto eppure, come succede nella storia, fa acqua da tutte le parti.

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