Matteo Faustini: i sogni si avverano solo se ci crediamo noi per primi

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Fresco vincitore del Premio Lunezia, Matteo Faustini calca per la prima volta il palco dell’Ariston, nella categoria Nuove Proposte, presentando Nel bene e nel male, brano scritto dallo stesso cantautore insieme a Marco Rettani, e contenuto nell’album d’esordio Figli delle favole (in uscita il 7 febbraio).
Marco è uno dei due vincitori di Area Sanremo (con Gabriella Martinelli e Lula), e vive il palco dell’Ariston come testimonianza di un sogno che si avvera. Perché i sogni possono avverarsi solo se ci crediamo noi per primi.

Sei a un passo dal salire sul palco dell’Ariston, per la prima volta…
Sì, e sto anche cercando di relegare in un angolo paura e stress, per far prevalere soltanto la gioia e la gratitudine di essere qui.

Quindi, indipendentemente da come andrà, “nel bene e nel male”?
Sì assolutamente, “nel bene e nel male” io sarò su quel palco, e avrò finalmente voce. Darò il meglio per cercare di smuovere qualcosa all’interno delle persone: comunicare quel contenuto per me è fondamentale.

Ci racconti la genesi del brano che riascolteremo sul palco dell’Ariston?
Ho scritto il brano qualche mese fa, non per Sanremo nello specifico, ma perché tutti i brani che scrivo nascono da un bisogno di comunicare un determinato contenuto.
Mi sono messo al pianoforte, ed è uscito questo brano in pochissimo tempo.
Il brano è un omaggio alle persone che abitano in modo permanente le stanze del nostro cuore.
Secondo me, in ogni essere umano, c’è una parte di bene e una parte di male. Ma quante persone sono disposte ad amare entrambe? Il male non è solo da accettare e perdonare, ma soprattutto da risolvere e da migliorare.
Dentro quel male, quando viene risolto, c’è un sacco di bene.

Chi sono le persone su cui pensi di poter contare, “nel bene e nel male”?
La mia famiglia, papà, mamma, sorella, persone per cui darei la mia vita, ed è una certezza meravigliosa sapere che loro farebbero lo stesso per me.

Il festival è stato investito da molte polemiche, in queste settimane.
Cosa ti sentiresti di dire riguardo la polemica che ha interessato Junior Cally?
Non ho mai ascoltato la sua musica, ora ho letto cosa dicono i suoi testi.
Credo che Amadeus, persona designata quest’anno per scegliere i brani, sia libero di portare sul palco chi vuole. La musica ha tanti lati, tante sfaccettature.

Sei uno dei vincitori di Area Sanremo..
È stato un percorso infinito, ma bellissimo, eravamo più di 900, poi siamo arrivati a 65, poi 8, poi 2, giudicati sia dalla commissione di Area Sanremo che della Rai. È stata un’esperienza anche formativa: abbiamo fatto dei corsi prima di esibirci, molto belli.
Da quest’anno, poi, è totalmente gratuito, quindi chiunque, anche chi fa fatica economicamente, può partecipare.

Durante la settimana di Sanremo uscirà anche il tuo primo disco…
Il disco uscirà il 7 febbraio in formato cd (mentre il 4 in digitale), e si chiama Figli delle favole.
Undici brani, undici pezzi di me, a cui voglio davvero bene.
Si chiama Figli delle favole perché mi reputo un figlio delle favole.
Amo la Disney e le sue storie. In quasi tutti i brani, infatti, utilizzo delle metafore disneyane, per comunicare contenuti e valori in cui credo tanto.
Nel disco saranno trattati tanti temi: amore, razzismo, omofobia, bullismo, omicidio, amore per la musica, la paura di crescere.

È un disco autobiografico?
Sì, c’è stata poi anche la collaborazione, in diversi brani, di Marco Rettani (con cui firmo il brano di Sanremo).

Qual è la tua favola preferita?
Il Gobbo di Notre Dame: in lui mi rivedo tanto.
Spesso viene emarginato, e considerato “diverso”, ma in realtà lui non ha più la gobba, è una persona che è andata “oltre”, capace di rialzarsi.

Cosa significa, per te, essere a Sanremo?
È un’opportunità che voglio cogliere il più possibile. Significa avere voce, significa che i sogni possono avverarsi.

Chi ha creduto in questo sogno?
Io. Se non siamo i primi noi a crederci, non ci crederà nessuno.

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