Sanremo dei sogni, il Festival che vorrei

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Almeno una volta nella vita, tutti noi appassionati di musica abbiamo sognato di poter vedere il/la nostro/a artista preferito/a sul palco del Teatro Ariston, nei giorni di quella kermesse che incolla una enorme fetta di paese al televisore. Oggi, preso da un attacco improvviso di fantasia, ho provato a mettere alla prova la mia immaginazione, idealizzando il Sanremo dei miei sogni, quell’edizione che, dai presentatori agli artisti in gara, non perderei per nulla al mondo.

N.B. Ogni scelta è dettata dal gusto personale.

I PRESENTATORI:

Partiamo dalla conduzione del Festival. Il Sanremo che vorrei vedrebbe senza ombra di dubbio Alessandro Cattelan Miriam Leone a fare gli onori di casa. Il 40enne di Tortona è oramai un navigatore esperto dei mari televisivi, avendo dimostrato il suo talento nella conduzione con il suo show EPCC, con XFactor ed i David di Donatello. La Leone è una stella sempre più luminosa del cinema nostrano ed ha mostrato doti nella conduzione sin dai primi anni in TV, in MareLatino (con Massimo Giletti), UnoMattina (con Arnaldo Colasanti) e nel programma Le Iene.

A rompere gli schemi della conduzione e “spalleggiare” Cattelan e la Leone, il Sanremo che vorrei vedrebbe il ritorno sul palco dell’Ariston di Lodo Guenzi, questa volta come co-conduttore. Il leader de Lo Stato Sociale è entrato a pieno nei meccanismi televisivi, mostrando qualità inaspettate come giudice di XFactor e nella conduzione di due edizioni del Primo Maggio. Sarebbe una spalla perfetta, adatta anche a qualche monologo; il 33enne emiliano, infatti, ha avuto modo di mostrare le sue capacità teatrali portando in giro per l’Italia lo spettacolo Libertini Invisibili, dedicato a Pier Vittorio Tondelli e Italo Calvino.

I PARTECIPANTI:

Una volta enunciata la conduzione, è giusto passare ai veri protagonisti del Festival: gli artisti. Ecco allora i 24 partecipanti del Sanremo che vorrei.

Cesare Cremonini – L’ex frontman dei Lùnapop governa meritatamente la scena pop italiana da oramai 20 anni. 6 album di successo, premi su premi e 10 milioni di copie vendute. Vederlo partecipare al Festival della Canzone Italiana sarebbe un colpo al cuore assicurato.

Levante – La cantautrice di Caltagirone è tra gli artisti in gara dell’edizione “real” di Sanremo ed io non posso che esserne contento. Sin dal suo album d’esordio Manuale Distruzione, Levante ha dimostrato doti canore e di scrittura fuori dalla media, meritandosi il palco dell’Ariston nella realtà e nella mia testa.

Francesco Gabbani – Cosa volete che vi dica? Sì, anche lui c’è realmente su quel palco ed anche lui è nella mia top24 per Sanremo. Pensate che sotto la doccia, a distanza di anni, canto ancora Occidentali’s Karma (io faccio la scimmia nuda).

Salmo – Ha rifiutato l’ospitata a Sanremo ma, nei miei sogni, salirebbe su quel palco, tirerebbe fuori la maschera che lo ha reso famoso con The Island Chainsaw Massacre e si esibirebbe in un pezzo da 90minuti di applausi.

Daniele Silvestri – un veterano del Festival e un artista eccezionale. Negli anni ha fatto incetta di premi della Critica, portando all’Ariston brani come Salirò, La paranza, L’uomo col megafono ed Argentovivo, mostrando ogni volta, al grande pubblico, le sue straordinarie doti cantautorali.

La Rappresentante di Lista – la band capitanata da Veronica Lucchesi e Dario Mangiarancina sarà all’Ariston, questa sera, per duettare con Rancore. Formatosi nel 2011, LRDL è una delle realtà di maggior successo del panorama indie italiano e, senza ombra di dubbio, meriterebbe di salire su quel palco passando dalla porta principale.

Tommaso Paradiso – anni ed anni di successi con i TheGiornalisti e poi, di colpo, la svolta solista che, però, non sembra aver minimamente intaccato la sua notorietà. Il Tommy nazionale continua da anni a far strillare a squarciagola le nuove generazioni di innamorati e la sua presenza a Sanremo sembrerebbe la naturale evoluzione del suo stile verso un LovePop sempre più marcato.

Achille Lauro – La J-Lo italiana. Caos, paillettes e chitarre glam, il Re del Disordine che ogni edizione smonta i preconcetti degli imbellettati Sanremesi. Gli voglio bene e ce lo voglio.

Subsonica – sarebbe un sogno poter rivedere la band torinese su quel palco, 20 anni e mille successi dopo. Samuel & Co. continuano dal 1996 a portare in giro per l’Italia quel pop elettronico che più di tutti riescono a rendere fruibile e meravigliosamente apprezzabile ai più.

Fulminacci – Sarebbe una scommessa, certo, ma il ragazzo targato Maciste Dischi ha già mostrato un enorme talento, conquistandosi il Premio Tenco per il miglior album d’esordio ed esibendosi in solo sul palco del Primo Maggio; non male per un ’97.

Annalisa – anche lei, come Silvestri, non è nuova al palco dell’Ariston, avendo fatto parte di 4 edizioni del Festival (2013, 2015,2016 e 2018). Una voce splendida che, però, non ha ancora riscosso il successo che merita. Il Sanremo che vorrei sarebbe, per lei, quello della consacrazione.

Francesca Michielin – 24 anni e un secondo posto a Sanremo, a 20anni, dietro agli Stadio. Mica male. A dispetto della sua giovane età, la Michielin è una cantante e polistrumentista navigata e dotata di eccelso talento, meritevole di gareggiare per la vittoria del Sanremo dei miei sogni.

Caparezza – Lo so, lo so, non tornerà mai a Sanremo, volete che non sappia bene il pensiero del mio cantante preferito riguardo il palco dell’Ariston? Beh, vorrei che tutto ciò cambiasse e che Michele Salvemini salisse su quel palco e sciorinasse un testo delle sue, di quelli che costringono gli ascoltatori ad aprire Wikipedia per cercare con minuzia ogni minimo riferimento. CultureRap a Sanremo, sarebbe il top.

Canova – a mio avviso, la miglior pop band Italiana degli ultimi 10 anni, i veri eredi dei Lùnapop. Mobrici & Co. hanno tutte le carte in regola per stravolgere l’Ariston grazie alla capacità di raccontare una generazione in semplici giri d’accordi. Saranno su quel palco questa sera e chissà che non gli possa piacere a tal punto da volerci tornare. Magari.

Francesco De Gregori – Eh, lo so, punto in alto, ma sarebbe davvero stupendo vedere su quel palco, per la prima volta, il nostro italianissimo Bob Dylan.

Dente – A me ricorda Battisti ed il suo stile sarebbe perfetto per l’Ariston. Nato a Fidenza nel 1976, Dente è un cantante navigato, capace di scrivere testi affascinanti come Cuore di pietra e che, grazie ai suoi caratteristici giochi di parole nei testi, potrebbe guadagnarsi il Premio della Critica.

Maria Antonietta – partita punk arrivata Mina. La cantautrice marchigiana cresce imbracciando una chitarra e urlando Ossa al pubblico. Ora è circondata di fiori e canta con un mood da musica leggera. Sa far bene entrambe le cose e sarebbe bello vederla all’Ariston.

Erica Mou – arrivata seconda a Sanremo 2012, si aggiudica il Premio della Critica ed il Premio della Sala Stampa. Un suo ritorno su quel palco darebbe nuova linfa vitale alla carriera di una della cantautrici più interessanti del panorama musicale italiano.

Pinguini Tattici Nucleari – Questa storia parte da lontano, da quando mi esibii con loro in un centro sociale a Pescara, davanti a 50 persone. L’anno dopo mi capitò di aprire un loro concerto in provincia di Teramo e le persone davanti al palco erano 200. Ora li vedo lì, riempire il Mediolanum e suonare a Sanremo. Se lo meritano i PTN ed io, nel mio Sanremo, li inserisco con tutto il cuore

Ghali – Abbiamo avuto Mahmood, io voglio anche Ghali. Cresciuto tra Willy Willy e Ninna Nanna, il ragazzo milanese è oramai un must della poptrap italiana, capace di guadagnare sold out ovunque. Sarebbe bellissimo vederlo all’Ariston, dando nuovi spunti ad una possibile cover di The André.

Willie Peyote – urticante, sì, al punto giusto da piacermi un sacco. I suoi testi sono un’infiammazione sulla chiappa destra dei benpensanti e vederlo in prima serata sulla Rai sarebbe un personalissimo anarchico sogno.

Niccolò Fabi – un poeta moderno, capace di emozionare ed emozionarsi. Una voce delicata, flebile che sussurra vere poesie, sottovoce ma che rimbombano nell’anima. Vederlo nuovamente a Sanremo sarebbe stupendo.

Baby K – esperimento interessante; quanta estate sarebbe capace di portare su quel palco, a inizio febbraio?

Brunori Sas – il cantautore modello del nuovo millennio. Fa tutto bene e gli riesce tutto alla perfezione, con ironia e semplicità si è guadagnato il rispetto e l’ammirazione di ascoltatori ed addetti ai lavori. Ogni suo album è un racconto capace di emozionarti, di raccontarti le fragilità dell’essere umano e la sua innata meravigliosa imperfezione. Si è messo anche a fare colonne sonore di successo, che vogliamo di più?

Questo sarebbe il mio Sanremo, il Sanremo che vorrei. Certo, è solo un sogno ma ehi, i sogni son desideri e chissà che un giorno non diventino realtà.

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