Diodato, tutti i Festival prima di “far rumore”

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Sanremo 2020

Tra i Campioni che partecipano al settantesimo Festival di Sanremo figura Diodato (QUI l’intervista che ci ha rilasciato prima dell’inizio della kermesse), in gara con Fai rumore, della quale è anche autore insieme a Edwyn Roberts e che descrive così: «Fai rumore è un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità. È un invito a farsi sentire, a non soffocare nel silenzio delle incomprensioni, del non detto, dove muore ogni umanità. È un atto di ribellione che ha l’amore come finalità, nel senso più ampio possibile. È una sinfonia di pensieri ed emozioni che cercano ad ogni costo la propria espressione». A dirigere l’orchestra che accompagna l’artista in tutte le sue esibizioni al Festival di Sanremo 70 è il Maestro Rodrigo D’Erasmo; ieri, serata dedicata alle riletture di pezzi che sono entrati nella storia della kermesse, Diodato ha scelto di omaggiare Adriano Celentano e Little Tony proponendo la sua versione di 24mila baci (seconda classificata a Sanremo 1961) in coppia con Nina Zilli, e dando vita a una performance sorprendentemente coreografata che per classe ed energia non avrebbe sfigurato in un varietà anni ’60:

https://www.youtube.com/watch?v=HjSIrWy-9Gs

Ancor prima dell’inizio del 70° Festival della Canzone Italiana, Diodato ha ricevuto il Premio Lunezia per il testo di Fai rumore. Secondo il critico musicale Dario Salvatori, membro della Commissione assegnatrice, «Diodato sembra suggerire l’arte del conversare smooth. Riproporsi in amore è quasi un gesto dovuto. Ma non avvicinatevi troppo e cercate il contatto visivo senza esagerare. Nessun imbarazzo. Un intonarumori sussurrato». Il brano, pubblicato mercoledì 5 febbraio, è accompagnato dal video ufficiale, così descritto: «il concetto alla base di “Fai rumore” esplode appieno in un crescendo di luci, fumo e distanze: l’artista è immerso in un’atmosfera onirica — perfettamente resa da una serie di vignette girate in slow motion — e cerca di creare un contatto, di comunicare con una figura femminile che continua a sfuggirgli, per poi riuscire a raggiungerla solo nel finale, con un abbraccio ricco di significato».

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La partecipazione alla kermesse ligure anticipa la pubblicazione, su etichetta Carosello Records, di Che vita meravigliosa, il suo quarto album in studio, disponibile dal 14 febbraio in vinile, CD e su tutte le piattaforme streaming e download. Prodotto da Tommaso Colliva, vincitore di un Grammy Award nel 2015, arriva a distanza di tre anni dall’uscita di Cosa siamo diventati, e porta lo stesso nome del singolo inserito nella colonna sonora de La Dea Fortuna, ultimo apprezzatissimo lavoro cinematografico di Ferzan Özpetek. Che vita meravigliosa è già disponibile in pre-order su Amazon anche in versione autografata, nonché in pre-order su iTunes e in pre-save su Spotify e Apple Music a QUESTO link. Diodato lo presenterà ufficialmente al pubblico con due esclusivi appuntamenti instore, durante i quali si esibirà anche in acustico con chitarra e voce: venerdì 14 febbraio a Milano (Feltrinelli di Piazza Piemonte, ore 18.30) e sabato 15 febbraio a Roma (Feltrinelli Appia Nuova, ore 17), prima degli importanti live all’Alcatraz di Milano il 22 aprile e all’Atlantico di Roma il 29 aprile (QUI i biglietti).

Per Diodato, quella che sta vivendo in questi giorni è la quarta avventura all’Ariston. Ecco le precedenti:

2014, Babilonia

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Con alle spalle già un album d’esordio, E forse sono pazzo, dell’aprile 2013, e la partecipazione alla colonna sonora del film di Daniele Luchetti Anni felici, Diodato si presenta per la prima volta a Sanremo nel 2014 con Babilonia, che viene selezionata dal direttore artistico e conduttore Fabio Fazio tra i pezzi che concorrono nella sezione Nuove Proposte. Il cantautore la descrive così: «In Babilonia, così come nel mio primo disco “Forse sono pazzo”, c’è un mix di influenze che abbraccia il rock e pop di matrice inglese e la scuola cantautorale italiana. Poi, lo abbiamo arrangiato con la consapevolezza che ci sarebbe stata l’orchestra, un lavoro realizzato da Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours, musicista che stimo molto. Ogni volta che scrivo le musiche, sono abbastanza orientato verso le sonorità internazionali, anche se il risultato finale è sempre molto italiano». Il brano, lodato anche da Mina su Vanity Fair, si classifica secondo alle spalle di Nu juorno buono di Rocco Hunt. Nella sezione Campioni, invece, a trionfare è Arisa con Controvento. In occasione della partecipazione, viene pubblicata una edizione speciale di E forse sono pazzo contenente il singolo in gara, e nel settembre 2014 Diodato vince il Premio De André per la sua interpretazione di Amore che vieni, amore che vai. Il 27 ottobre, poi, viene lanciato A ritrovar bellezza, secondo album in studio nel quale Diodato rilegge a suo modo dieci classici del cantautorato italiano anni ’60.

2018, Adesso, con Roy Paci

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Il 2017 di Diodato si apre con la pubblicazione, il 27 gennaio, del terzo album, Cosa siamo diventati, e il 2018 con il ritorno a Sanremo insieme a Roy Paci. Adesso, scritta a quattro mani dai due artisti, viene raccontata così: «È un brano che ho scritto in un periodo in cui molte domande affollavano la mia testa e infatti molte di esse sono finite al suo interno. È una sorta di dialogo con me stesso che parte da una constatazione, ovvero la difficoltà che avevo di vivermi il momento, perché sempre proiettato altrove, in un altro tempo o luogo, o perché spaventato, distratto dal bombardamento continuo a cui siamo spesso sottoposti e che sembra far spesso leva su paure e timori inconsci. Non è una canzone contro i social o contro la tecnologia, come qualcuno sembra aver capito. Per me rappresenta una sorta di mantra che ripeto a me stesso per provare a non commettere nuovamente gli stessi errori». La canzone, intensa e ricca d’echi poetici tanto nelle melodia quanto nel testo, viene ulteriormente impreziosita dalla sensibilità di Ghemon nella serata dei duetti, ma deve accontentarsi (ingiustamente) dell’ottavo posto; a portare a casa la vittoria sono Ermal Meta e Fabrizio Moro con la loro Non mi avete fatto niente, mentre tra le Nuove Proposte è Ultimo a conquistare il gradino più alto del podio con Il ballo delle incertezze.

2019, Rose viola, con Ghemon e Calibro 35

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Un anno dopo, Diodato ricambia il favore e torna sul palco dell’Ariston per duettare con Ghemon, in gara con la raffinata, ipnotica Rose viola, anch’essa inspiegabilmente penalizzata da pubblico e giurie (si classificherà solo dodicesima): QUI l’intervista per Sorrisi e Canzoni TV nella quale il nostro racconta l’esperienza appena vissuta. Il regolamento della seconda edizione sotto l’egida del “dittatore artistico” Baglioni stabilisce che il circuito relativo alle Nuove Proposte contempli due serate ciascuna con un proprio vincitore, e che i due giovani selezionati concorrano poi tra i Campioni con un brano inedito. Mahmood, grande scoperta di questa prima tranche di gara nel corso della quale presenta Gioventù bruciata, con la sua Soldi prevale sorprendentemente anche nel circuito principale, e conquista il Premio Enzo Jannacci-NUOVOIMAIE per la migliore interpretazione.
Nel corso del 2019, Diodato pubblica i due singoli Il commerciante (aprile) e Non ti amo più (giugno), per poi chiudere con la title track del nuovo album, che vede la luce il 29 novembre.

Per seguire il viaggio artistico di Diodato, vi rimandiamo alle sue pagine FACEBOOK e TWITTER.

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