Vicenda squalifica Bugo e Morgan. La versione di Bugo

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Bugo

Con una affollatissima conferenza stampa, Bugo e alcuni suoi stretti collaboratori hanno ampiamente eviscerato quello che è già diventato “il caso” di questo Festival: dopo i fatti avvenuti ieri sera, Bugo e Morgan sono stati squalificati.

Valerio Soave, presidente della Mescal, ha esordito dicendo: «È molto triste essere qui, dopo aver seguito, anche se a fasi alterne, Morgan per 25 anni. Per me, la vita di una persona è più importante di tutte le polemiche di un festival. Ma purtroppo da molto tempo da parte sua ci sono paranoie e complotti immaginari che impediscono di lavorare serenamente. Ho sempre esortato chi gli sta intorno a cercare di fargli capire le cose. Fatta questa premessa, rispondo a chi mi domanda perché l’ho voluto portare a Sanremo. Io mi sono innamorato del disco di Bugo, me lo ha segnalato Ermal Meta. Nell’album c’era Sincero che a mio avviso era perfetta per il Festival. L’ho proposta, e da Amadeus è arrivata la richiesta di un duetto. Le ipotesi potevano essere due: Ermal Meta o Morgan. Ma Ermal sta lavorando a un progetto suo, quindi restava solo la secondo ipotesi».

Morgan ha accettato la proposta. Però, racconta ancora Soave, «chiedendo di firmare il pezzo pur senza aver scritto una nota, né una parola. Lo dico perché lui sostiene di essere l’autore, e in quanto tale sarebbe autorizzato a modificarlo. No, questo non è vero. Anche perché il regolamento del Festival comunque proibisce qualsiasi modifica».

Aggiunge Soave: «Inoltre ha preteso la totale libertà di scegliere la cover e curarne gli arrangiamenti. Era il 2 dicembre, gli ho detto lo sai che 10 gennaio dobbiamo consegnare, vero? Sono arrivate 11 versioni, definite da tutti “insuonabili”, zeppe di errori armonici. Ha bocciato tutti gli ospiti proposti… Il 26 gennaio è arrivata una proposta contrattuale con la quale chiedeva 55.000 euro, più le edizioni e il controllo tutti i rimborsi dati dalla Rai, oltre alle cose già dette riguardo avere l’ultima parola sugli arrangiamenti sia della cover, sia di Sincero (cosa peraltro che non si può fare per regolamento). Negli ultimi giorni la situazione è degenerata: pretendeva un arrangiamento sinfonico per i primi 45 secondi della cover, bocciato non da noi, ma dai responsabili dell’orchestra… Ovviamente quel che dico è tutto documentabile. Lui sostiene la versione del sabotaggio, ma non c’è stato nessun sabotaggio. Morgan mi ha detto di tutto, le peggiori ingiurie: puttaniere, cocainomane, mafioso. Chiedo solo che chi gli sta intorno apra gli occhi, questa persona è un grande talento, ma ha dei problemi seri».

A questo punto interviene Bugo, che dice: «La cosa più assurda è che sono qui a giustificare la mia buona fede riguardo questo progetto, nato in nome dell’amicizia e della stima. Io l’ho difeso finché ho potuto. Amo molto il suo gusto. Inizialmente il fatto di essersi proposto come direttore d’orchestra l’ho considerato un gesto affettuoso, persino di stima. Poi mi sono trovato la sera delle cover a non sapere nemmeno quale versione avrei dovuto fare. Ho provato a cantare nel miglior modo possibile, ma il risultato lo avete visto tutti. Secondo voi dopo ero felice?»

Cosa è successo ieri sera prima di salire sul palco? Bugo: «Come sempre sono arrivato puntuale, persino un po’ in anticipo. Ero pronto per salire, contento anche se un po’ turbato per la sera prima. Morgan lo conosco da 17 anni, volevo portare a casa questa cosa per salvaguardare la nostra amicizia, l’ho detto in tutte le interviste rilasciate nelle ultime settimane. Ieri sera Morgan è arrivato all’ultimo momento, mi stavano già mettendo l’auricolare, ci siamo visti in fondo alla scala che bisogna salire per salire sul palco. Ha iniziato a fare battute su un nostro collaboratore perché era un po’ agitato. Quando me ne so accorto gli ho detto, “dai Marco basta, andiamo su a divertirci! Ne parliamo domani”. Volevo salire col sorriso, che fosse un tributo vero all’amicizia. Vi siete mai chiesti perché ho voluto che tutta la prima parte della canzone fosse lui a cantarla? Comunque a quel punto Morgan ha iniziato a insultarmi, cose pesantissime tipo figlio di… cazzo vuoi? Sei uno sfigato. Ha insultato anche mia moglie. Io non ho mai replicato. C’erano due persone della Rai che possono testimoniarlo… A questo punto saliamo. Sono sceso un po’ dopo perché ero un po’ turbato, mi sono bloccato, non sapevo se uscire. Poi siamo entrati, lui mi ha irriso sorridendo, sono seguiti altri insulti. I fogli che aveva in mano li ho visti dopo. Quando ha iniziato a cantare “le brutte intenzioni” ho aspettato un attimo, poi mi sono avvicinato per prendergli il foglio e ho avuto l’impulso di uscire di scena. La parte in cui dice “se sei su questo palco è grazie a me” l’ho sentita soltanto in un secondo momento».

Qualcuno fa notare che Morgan ha detto che aveva scritto solo un verso. La replica è di Simone Bertolotti, coautore di Sincero e direttore d’orchestra: «Non è vero. Io ho visto bene i fogli e c’era un testo integrale, ho avuto anche uno scontro con un suo assistente».

Ma dopo cosa è successo? Cosa ha fatto Bugo nella notte? «Emotivamente ero molto turbato, volevo scusarmi con Amadeus perché non amo le pagliacciate. Purtroppo sono riuscito a farlo solo nel corso della notte, quando l’ho incontrato in hotel. Morgan non l’ho più visto».

A chi gli domanda se si è reso conto che il suo festival finiva lì, Bugo risponde: «No, non ci ho pensato. In quel momento l’unica mia preoccupazione erano le offese nei miei confronti. Inoltre sapevo di aver creato un problema alla Rai, per questo sono andato subito a cercare Amadeus

*****

Simone Bertolotti, come già detto coautore nonché direttore d’orchestra per Sincero, ha scritto una lunga lettera indirizzata a Red Ronnie con la quale ricostruisce i fatti. Ecco il testo integrale.

Buongiorno Red Ronnie,
sono Simone Bertolotti, direttore d’orchestra, produttore e coautore del brano “Sincero”.
Non avrei mai ne voluto, ne immaginato di finire in una tale polemica, ma essendo stato, sia protagonista del fatto, che citato più volte a sproposito, ho il dovere di far chiarezza.
Questo messaggio è per fugare ogni dubbio sulla vicenda Bugo Morgan, che ha valso la squalifica dal Festival di Sanremo, e per replicare in modo onesto e comprovabile, alle dichiarazioni del tutto irreali divulgate da Marco Castoldi (in arte Morgan).
È giusto che si sappia la verità.
E la verità ha un solo modo di essere fornita: dimostrandola.

Partiamo dal principio cominciando a puntualizzare la natura della scrittura del brano.
Io e Andrea Bonomo abbiamo iniziato a lavorare al disco di Bugo ormai quasi due anni fa, in questo tempo Andrea fa sentire a me e all’artista il brano in questione, ci convince ma abbiamo perplessità sull’efficacia delle strofe cantate dallo stesso Bugo.
Pensiamo che stilisticamente Morgan sia perfetto.
Bugo lo contatta e dopo diversi tentativi andati a vuoto, Morgan viene a cantare nel mio studio, quello che oggi si sente nelle radio, senza apporre nessuna modifica sostanziale.
A testimonianza di questo c’è un deposito pregresso, così come la traccia audio originale senza la presenza di Morgan.
Questo a sottolineare come Morgan, non abbia minimamente preso parte alla scrittura, ma gli sia stato concesso di firmare.
Subito dopo si pensa (considerando anche l’entusiasmo di Morgan per il brano) che possa essere un buon singolo apripista di questo nuovo progetto.
Nel momento in cui viene pianificata la candidatura di Bugo al Festival, pensiamo che possa essere interessante presentare il brano in questione.
Andiamo in Rai per incontrare Morgan durante la sua trasmissione “cantautoradio” e chiedere se fosse felice di partecipare al Festival con Bugo.
Accetta di buon grado, chiedendo come condizione di firmare il brano in quanto cantautore.
La richiesta viene approvata.
Passa del tempo e la commissione del Festival ci comunica di essere stati selezionati.
Da qui inizia una serie di vicende al limite del sopportabile, che sono sfociate in tentativi di sabotaggio continui, ricatti ed atti vandalici nel mio studio.
Morgan lamenta di non aver preso parte alla realizzazione di “Sincero”, ma non ricorda di dire che c’è stata massima disponibilità da parte di tutto il team creativo.
Disponibilità che ha infangato, non presentandosi agli appuntamenti in studio, ripetutamente.
Sempre per quanto riguarda l’arrangiamento del brano da portare al Festival, è accaduto che Morgan proponesse una versione sinfonica e senza ritmica, completamente non pertinente con la natura della canzone, scelta ed approvata dal direttore artistico e tutta la commissione.
Nonostante ciò, l’etichetta ha presentato la proposta di Morgan, che è stata bocciata dalla commissione stessa, perché non in linea con il brano approvato.
L’accordo iniziale tra Bugo e Morgan era che io mi sarei occupato dell’inedito, mentre Morgan della cover.
Parlando quindi della cover, è il caso che si faccia chiarezza.
Partiamo dalla scadenza della consegna delle partiture, fissata per il 10 Gennaio, e non rispettata da Morgan.
Dopo diverse settimane di ritardo arrivano delle partiture da parte di Morgan che non vengono approvate dall’intera orchestra di sanremo, oltre che dal direttore residente Leonardo De Amicis, perché tecnicamente scritte in modo del tutto incompetente.
Errori armonici, e di impossibile lettura tecnica da parte degli orchestrali.
Morgan accusa un fantomatico sabotatore delle sue partiture, ma la verità (comprovabile da innumerevoli mail, messaggi whatsapp e file audio) è che le partiture incriminate siano esattamente quelle consegnate dallo stesso.
Alla prima prova al teatro Ariston l’orchestra contesta le parti quindi non esegue la
Cover.
A distanza di una settimana, viene fissata la seconda ed ultima prova in cui Morgan assicura di arrivare con le parti sistemate, grazie al supporto del maestro Corvino.
La realtà è che si presenta con partiture pressoché identiche a quelle contestate se non per pochi dettagli non sostanziali.
L’orchestra suo malgrado cerca di eseguire questa partitura, per cinquanta minuti, sotto lo sguardo imbarazzato del direttore artistico, degli autori e del direttore residente.
Gli viene chiesto quindi di cambiare l’arrangiamento per impossibilità da parte dell’orchestra di eseguire, e per una oggettiva bruttezza dello stesso.
A questo punto, quasi per disperazione io e Andrea Bonomo in una notte scriviamo un arrangiamento salvagente per paura che Morgan si presentasse con l’ennesimo arrangiamento contestabile.
A festival iniziato, il pomeriggio delle prove in cui si sarebbe eseguita la cover, Rai, con eccezionale disponibilità, ci concede un tempo maggiore, visti i ritardi madornali e l’inconcludenza.
Morgan fa attendere per la milionesima volta l’orchestra e Bugo, per più di 40 minuti, non considerando la diretta imminente della sera stessa.
Le prove sono imbarazzanti e l’esecuzione ne è una dimostrazione tangibile.
Non ci si improvvisa direttori d’orchestra.

La sera della diretta, Bugo disorientato dai continui cambiamenti di Morgan, e dall’impossibilità di pianificare la performance, canta tutto il brano.
E l’arrangiamento prende l’ultimo posto a causa della totale mancanza di rispetto e professionalità di Morgan.

Non voglio neppure commentare quanto successo la sera dell’eliminazione, perché troppo palese e non interpretabile.
Non c’è giustificazione.
Da una parte un violento che offende il proprio partner e tutte le persone coinvolte (telespettatori compresi) e dall’altra, un ragazzo che fa l’unica cosa possibile:
Difendere la propria dignità, di uomo ed artista.

Ho avuto l’ingrata responsabilità di dover fermate la musica di Sanremo, ma per certe cose, è necessario avere il coraggio di fare silenzio.

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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