Conferenza stampa a fine Festival. Quest’anno nessuno urla e le dediche sono per gli ultimi e per Taranto

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Festival Sanremo 2020

Come da tradizione, per la sala stampa dell’Ariston Roof il Festival finisce con la consueta conferenza stampa con i tre finalisti.

I primi ad arrivare sono i Pinguini Tattici Nucleari, visibilmente soddisfatti del risultato: «Noi ci aspettavamo una posizione tra la 15esima e la ventesima. Figuriamoci quanto siamo contenti del terzo posto! A noi piacevano molto le canzoni di Anastasio, Rancore, Levante e anche Raphael Gualazzi. Quest’anno abbiamo trovato tanta qualità. Per quanto ci riguarda, abbiamo notato che la partecipazione a Sanremo ci ha regalato una grande popolarità, e già ci sono i primi risultati concreti riguardo le richieste per il nostro tour nei palazzetti».

Francesco Gabbani (che oltre a piazzarsi al secondo posto nella classifica generale ha vinto anche il Premio Tim Music): «Pur essendo al mio terzo Sanremo, non ho ancora imparato a dosare le energie, quindi sono veramente stanco. A parte questo sono davvero contento del secondo posto, perché per me tornare qui con una canzone come Viceversaera un esperimento, e la risposta è stata straordinaria. Parlando da cantautore, sono davvero contento che abbia vinto Deodato perché è uno vero, sa scrivere e canta con l’anima aperta».

Poi aggiunge: «Non è che ho iniziato un nuovo percorso, semplicemente ho mostrato un’altra faccia. Canzoni come Viceversa le ho sempre scritte, ma il pubblico poi mi conosceva per Occidentali’s Karma. In base alle reazioni che ho visto in questi giorni direi che non ho sbagliato… Questo piazzamento lo dedico a tutte le persone che mi hanno aiutato a portare in porto questo nuovo progetto. Mentre la canzone Viceversa la dedicherei alle persone deboli, agli indifesi. Io sono uno di quelli che quando vede una persona così si emoziona, mi dispiace vedere che in giro ci sono tante persone che tendono all’individualismo mettendo i piedi in testa agli altri. Piango spesso perché sono un passionale… Ho scelto come cover L’italiano per rappresentare anche in modo sarcastico l’italianità in senso universale. Per farlo ho portato sul palco italiani di seconda generazione: su certi valori credo che non ci sia proprio da discutere».

Arriva infine il vincitore Diodato (che ha ottenuto anche il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio della sala stampa Radio-Tv-Web “Lucio Dalla”, in pratica un en plein). «Voglio essere sincero, ancora ci sto capendo poco. Il Festival ha attese lunghissime e ti carichi di un’emotività che fai fatica a smaltire. Ovviamente tutti questi premi mi rendono felice, anche per le persone che hanno creduto in me fin dall’inizio. Il Premio lo dedico alla mia famiglia che ha fatto tanto rumore nella mia vita, anche se in questi giorni li ho sentiti poco. Poi all’altra famiglia che piano piano si è creata attorno a me, discografici, management, ufficio stampa: hanno capito chi sono e come voglio muovermi. Poi ci tengo a dedicarlo alla mia città, a Taranto: è una città per la quale bisogna far rumore».

sanremo 2020

Quindi aggiunge: «Non so se avrò contribuito all’abbattimento di un muro che c’è attorno a un certo tipo di musica, ma spero di sì. Stanno iniziando ad arrivare riconoscimenti importanti. In Italia c’è un tutto un movimento che fa buona musica, ed è importante farla conoscerla… Riguardo Fai rumore non saprei dire cosa è arrivato, so che ho raccontato me stesso, sensazioni che fanno parte del mio vissuto. La cosa che più mi ha colpito è che ci sono persone che mi dicono “hai scritto la mia canzone”. Quando si va in profondità, ci somigliamo un po’ tutti, anche persone che apparentemente sembrano parecchio distanti. La mia musica ha sempre avuto esattamente quello che meritava. E credo che se oggi si è avvicinata più gente, è perché io le ho permesso di avvicinarsi aprendomi ma rimanendo me stesso».

E ancora: «Parteciperò all’Eurovision, anche perché sono contento di portare la musica italiana in giro. Dobbiamo aiutarla ad arrivare all’estero. Domenico Modugno lo insegnava, noi abbiamo una forza che è molto riconoscibile anche all’estero… In Italia, continuerò a fare tutto quel che posso per Taranto, aiutando anche il Primo Maggio che si svolge in quella città».

Conclude: «Non so cosa succederà. Ma dovesse aumentare il successo credo di essere preparato, sono molti anni che lavoro, ho avuto tante batoste, ma queste mi hanno fortificato. Ho suonato anche in condizioni estreme, magari di fronte a otto persone, crescendo un po’ alla volta. Ma questo mi è servito ad arrivare fin qui».

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Massimo Poggini
Massimo Poggini è un giornalista musicale di lungo corso: nella seconda metà degli anni ’70 scriveva su Ciao 2001. Poi, dopo aver collaborato con diversi quotidiani e periodici, ha lavorato per 28 anni a Max, intervistando tutti i più importanti musicisti italiani e numerose star internazionali. Ha scritto i best seller Vasco Rossi, una vita spericolata e Liga. La biografia; oltre a I nostri anni senza fiato (biografia ufficiale dei Pooh), Questa sera rock’n’roll (con Maurizio Solieri), Notti piene di stelle (con Fausto Leali) e Testa di basso (con Saturnino) e "Lorenzo. Il cielo sopra gli stadi". Ultimo libro uscito: "Massimo Riva vive!", scritto con Claudia Riva.

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