Cattive acque

La vera storia di un processo infinito. Vince chi legge tutte le carte

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Cattive acque
di Todd Haynes
con Mark Ruffalo, Anne Hathaway, William Jackson Harper, Bill Pullman, Tim Robbins.
Voto: educativo

L’avvocato Ruffalo, ve lo facciamo vedere di schiena, al lavoro (è simbolico…), onesto neosocio di studio, casalingo, mastino e resistente, che di solito lavora con le aziende, accetta controvoglia (per far contenta la nonna), di dare ascolto a un contadino che vede le sue mucche impazzire e manifesta strani sintomi. Va a dare un’occhiata e scopre a monte della fattoria una discarica della DuPont. Che è cliente del suo studio. Che controlla l’economia di tutta la valle. Che perde la pazienza se si fanno controlli su di lei. Che ha ottenuto dal Governo di autocertificarsi. E che da sempre può fare quello che vuole. Anche avvelenare uno Stato con le sostanze che servono a foderare di Teflon le padelle. Quella che sembrava una causa chiusa in partenza diventa una delle class action più lunghe e combattute della storia della giurisprudenza (anche perché l’zienda aspettava che i querelanti morissero). Il film parte in sordina e cresce, più sul versante dell’impegno che dello spettacolo. Non sembra un film di Todd Haynes (Carol, Lontano dal Paradiso, Io non sono qui) fino a che non ti rendi conto che la mancanza di spettacolarità è una sorta di requisito morale della storia vera, verissima, terrificante.

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