Cléo dalle 5 alle 7 (1962), un film di Agnés Varda

Dal 2 marzo 2020 nelle sale il film d’esordio dietro la macchina da presa della regista belga naturalizzata francese scomparsa un anno fa, restaurato dalla Cineteca di Bologna

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Per la rassegna Il Cinema Ritrovato

Cléo (Corinne Marchand), una giovane, bella e nota cantante, deve attendere due ore prima di conoscere il risultato di alcuni esami clinici cui si è sottoposta. Fino a quel momento la sua vita è stata serena e senza problemi, viziata da tutte le persone che la circondano, la sua cameriera e i suoi colleghi di lavoro. Angosciata e spaventata, Clèo affronta la giornata incontrando il suo amante, la sua amica Dorothé, modella in un atelier di scultura. A nulla valgono le soste nei caffè e le passeggiate nel parco per aiutarla a ritrovare la serenità, finché non fa la conoscenza di un soldato la cui licenza sta scadendo e la sua partenza per l’Algeria è imminente. A lui confessa le sue paure ed insieme i due si recano all’ospedale per ritirare le analisi trovando però il laboratorio ormai chiuso. Fortunatamente la ragazza viene fermata da un medico che la informa sulle cure cui dovrà sottoporsi nei prossimi due mesi. Sentendosi meno sola e più rasserenata, la ragazza si allontana con il suo nuovo amico soldato. Film intimista girato in una Parigi particolarmente affascinante, che alla sua uscita nelle sale ha riscosso un interesse da parte della critica, Cléo dalle 5 alle 7, risente dell’influenza della Nouvelle Vague e mette in evidenza lo sguardo al femminile di una delle poche donne del cinema francese in attività negli anni Sessanta. Divertenti le comparsate di Samy Frey, Eddie Constantine, Jean-Claude Brialy, Anna Karina, Yves Robert, Jean-Luc Godard e José-Luis De Villalonga. L’omaggio dedicato a Agnés Varda vedrà anche la distribuzione del lungometraggio Daguerréotypes, 1976 e dei corti Réponse de femmes, 1975 e Salut les cubains.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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