La pellicola ha vinto il premio della giuria al Festival di Amnecy
È il 1930 e dopo l’amara delusione lasciata dall’esito infausto del suo film L’âge d’or, il cineasta Luis Buñuel prende le distanze dal suo amico e collaboratore Salvador Dalì per cercare altre strade. La fortunata vincita alla lotteria dell’amico scultore Ramón Acín permette a Buñuel di partire per un nuovo progetto: documentare la vita a Las Hurdes, una delle zone più povere della Spagna, al confine con il Portogallo, lasciandosi alle spalle il Surrealismo per una ricerca più legata al reale. Grazie a una suggestiva combinazione tra animazione ed estratti tratti dall’opera filmica originale Las Hurdes, il film di Salvator Simó ispirato alla graphic novel di Fermín Solín, ci propone un viaggio affascinante e drammatico da cui emerge un momento chiave della vita del cineasta, in bilico tra la ricerca di una sua libertà espressiva e i nodi irrisolti di un passato più e meno recente. Sarà infatti dal documentario Las Hurdes del 1933 che il regista prenderà nettamente le distanze dal Surrealismo realizzando un’opera sull’arretratezza di una regione priva di strade e di elettricità, devastata dalla povertà e dalla diffusione di malattie. Il mediometraggio crudo e drammaticamente neorealista, verrà censurato dalla Repubblica spagnola per la sua schiettezza e in seguito usato come strumento di propaganda contro il regime franchista.







































