Il lago delle oche selvatiche

Caccia all'uomo, cool, struggente, nella piccola criminalità della nuova Cina

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Il lago delle oche selvatiche
di Yi’nan Diao
con Hugh Hu, Lun-Mei Kwei, Liao Fan, Regina Wan, Liang Qi, Jue Huang.
Voto: cinefilo

Ladri di moto in Cina. Caccia all’uomo, a Zhou Zhenong che in uno scontro tra bande ha ucciso per errore un poliziotto. Il noir secondo Yi’nan Diao, già regista Fuochi d’artificio in pieno giorno alterna momenti desolati (notte, neon, quartieri nel niente, brutta campagna) a esplosioni di furia (la grande rissa tra i ladri) a momenti folli (una barra per decapitare quello che ha sgarrato mentre corre in moto) a curiose somiglianze: la scena in cui i poliziotti si dividono le zone è speculare a quella in cui i ladri si dividono le zone. Con la differenza che i poliziotti salutano i colleghi. Prostitute acquatiche che non sanno nuotare, lunghi bastoni per mettere calzini sulle telecamere di sorveglianza, scarpe luminose per ballare hit in square dance e fare sparatorie nei mercati notturni, storie narrate durante le storie, surreali passaggi in uno zoo, parole coperte da passaggi di treni, dialoghi tra ombre, un assassinio con un ombrello di semplice efferatezza. Il titolo originale molto romantico suona Appuntamento in una stazione del sud. Passato a Cannes

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