Il 4 marzo 1966 e l’iconica frase «I Beatles sono più famosi di Gesù»

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Beatles a Roma

Compie oggi 54 anni una delle dichiarazioni più iconiche della storia del rock. Era infatti il 4 marzo 1966 quando il quotidiano inglese Evening Standard pubblicò un’intervista a John Lennon fatta da Maureen Clave, nella quale il leader dei Beatles paragonava la popolarità raggiunta dal rock a Gesù Cristo.

John infatti disse che il cristianesimo era allo sbando e che sarebbe «Destinato a svanire. Chi vivrà vedrà se ho ragione o no. I Beatles sono più popolari di Gesù Cristo adesso. Non so chi morirà per primo. Il Rock and Roll o il Cristianesimo. Gesù era nel giusto, ma i suoi discepoli non lo erano altrettanto».

Quattro mesi dopo quest’intervista l’articolo fu ripreso dal magazine americano Date che pubblicò in prima pagina il volto di Lennon con il virgolettato: «I Beatles sono più famosi di Gesù».
Inutile dire che non esiste una semplificazione più errata del concetto esposto da John, ma bastò questa semplice frase per creare un enorme disastro mediatico. I Beatles erano in procinto di iniziare un nuovo tour negli Stati Uniti ma l’intervista fece così scalpore che si crearono (specialmente nelle cittadine degli stati del Sud) dei veri e propri movimenti anti Beatles con incontri in piazza in cui si invitava la gente a bruciare i dischi e i memorabilia del quartetto di Liverpool.

Per calmare le acque dovette intervenire Brian Epstein, manager del gruppo, che fece chiedere scusa a Lennon durante una conferenza stampa organizzata non appena misero piede in America, l’11 agosto 1966. Questa la sua, altrettanto famosa, dichiarazione: «Se avessi detto che la televisione è più popolare di Gesù non sarebbe successo nulla. Stavo semplicemente parlando con un’amica e ho usato la parola Beatles come una cosa remota e non come lo intendo io, perché “Beatles” è come ci vedono le altre persone [non quello che siamo realmente noi]. Ho detto che “loro” [i Beatles] hanno una maggior influenza sui ragazzi che qualsiasi altra cosa, incluso Gesù, ma l’ho detto in un modo che è risultato il modo sbagliato».
«Io parlavo di un fatto, un fatto riferito all’Inghilterra dove noi significhiamo di più per i ragazzi che Gesù, o la religione in generale. Non volevo offendere nessuno, non sto dicendo che siamo migliori o più grandi o che ci vogliamo paragonare a Gesù come persona o a Dio come cosa».

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Mattia Luconi
Di origini torinesi, ma trapiantato ormai da diversi anni in quella magnifica terra che ha dato i natali ai più grandi musicisti italiani, l'Emilia. Idealista e sognatore per natura, con una spiccata sindrome di Peter Pan e con un grande amore che spazia dal Brit rock passando per quello a stelle e strisce, fino ai grandi interpreti italiani. Il tutto condito da una passione pura, vera e intensa per la musica dal vivo.

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