In programma in sala Soldati nella rassegna Omaggio a Agnès Varda
Nel 1985 Agnès Varda dopo aver firmato tre pellicole di valore quali Cleo dalle 5 alle 7, 1962; Il verde prato dell’amore, 1965, e Le creature, 1966 e una intensa attività letteraria, è ormai pronta per il grande successo, che arriva con Senza tetto né legge (1985), vincitore del Leone d’ oro alla 42° Mostra di Venezia, premio Fipresci e menzione speciale a Sandrine Bonnaire, come miglior attrice protagonista. Girato tra febbraio e aprile 1985 in presa diretta in Provenza, il film racconta la storia di Monà, una diciottenne stenodattilografa che ha scelto la strada della libertà e della solitudine vagabondando nel Midi con il suo sacco a pelo, sporca e cocciuta nel suo peregrinare on the road. Lungo la strada incontra una galleria di personaggi curiosi: una simpatica plantologa (Macha Meril); un’anziana signora dedita all’ alcol (Marthe Jarnais); un operaio tunisino che le insegna a potare i vigneti prima che gli stagionali marocchini non la caccino via; un camionista con cui litiga e poi ancora un lavoro temporaneo come lavamacchine; una minestra dalle suore e la conoscenza di tanti altri reietti, infelici e soli rappresentanti di un mondo crudele. Lei però non cerca compassione, né un vero aiuto, ma solo la possibilità inconscia di andare incontro al suo destino già annunciato. Il suo corpo sarà rinvenuto in un fosso ucciso dal freddo della notte. La Varda non giudica, ma mette a fuoco la vita e la morte di una giovane che non vuole regole e che non chiede di essere capita e aiutata. 750.000 spettatori solo in Francia all’epoca andranno a vedere il film, trampolino di lancio per Sandrine Bonnaire, la nuova star del cinema francese acclamando al tempo stesso la regista come un’autrice di talento. La pellicola, una cinescrittura (il neologismo è della Varda stessa), è dedicata alla scrittrice Nathalie Sarraute.







































