A distanza di 36 anni tornano i Boomtown Rats con “Citizens Of Boomtown”

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Citizens Of Boomtown
di The Boomtown Rats
Voto: 7

Uscirà domani, venerdì 13 marzo, Citizens Of Boomtown, il nuovo album dei Boomtown Rats (a 36 anni dal loro ultimo lavoro), che sarà accompagnato da un tour inglese e da un libro di testi e memorie del cantante Bob Geldof, Tales Of Boomtown Glory.

Prodotto dal bassista della band Pete Briquette, Citizens Of Boomtown contiene dieci canzoni inedite e sarà disponibile sulle piattaforme digitali e nei formati cd e vinile. Il primo singolo estratto, Trash Glam Baby, è stato pubblicato il 10 gennaio.

Quando i Boomtown Rats decisero di fermarsi, 36 anni fa, sembrò che fosse il momento giusto per farlo. Ognuno andò per la propria strada. Poi qualcosa ha riportato tutti sulla stessa orbita e senza alcuna forzatura la rabbia e le frustrazioni degli inizi sono riemerse, impermeabili alla prova del tempo e della vita.

«Se vogliamo dirla tutta – racconta Geldof – era arrivato il momento di riascoltare di nuovo QUEL rumore. Ma l’ho capito soltanto quando ho sentito gli individui di questo gruppo ridare vita al loro specifico baccano».

Non avevano il timore che una sorta di facile e compiacente nostalgia potesse indebolire la vitalità originaria della loro musica? «Se fosse successo me ne sarei accorto subito, ma quando abbiamo suonato “Someone’s Looking At You” mi sono reso conto che cantavo del pericoloso controllo di corporazioni come Facebook, Apple e Google, la stessa merda di bell’aspetto che aveva prodotto una canzone come ‘You’. Quando suoniamo ‘I Don’t Like Mondays’ il mio pensiero va agli omicidi di massa della scorsa settimana. Quando rifacciamo ‘Banana Republic’, non posso non pensare alla morte della Repubblica Americana. ‘Rat Trap’, quel mattatoio dove ho lavorato e dove nacque la canzone, adesso funziona come metafora fisica, non solo degli animali morti lì dentro ma della disperazione degli esseri umani che hanno lavorato lì. Non c’è spazio per la nostalgia qui, nessuno».

Quindi, perché un nuovo disco? «Perché è quello che le band fanno. Le band fanno dischi e gli autori scrivono canzoni. C’è tanto da dire nell’atmosfera febbrile dei giorni che stiamo vivendo. La gente dimentica che il nostro nome è ispirato a Woody Guthrie, il grande attivista musicale. Sono convinto che The Boomtown Rats abbiano sempre dimostrato che il rock’n’roll è una forma di attivismo musicale. La musica ha intenti e obiettivi anche se è fatta solo di suoni o se parla di ragazzi e ragazze, di niente in particolare, di qualsiasi cosa in generale, o se innesca polemiche… qualsiasi cosa».

Credi che il mondo avesse bisogno di un nuovo album dei Boomtown Rats? «Non me ne frega niente – ribatte Geldof – lo abbiamo fatto e basta».

Ed è una fortuna che il disco sia stato realizzato perchè funziona alla grande: se Trash Glam Baby è un gioiello che ricorda l’unione tra un David Bowie, un Iggy Pop e un Lou Reed, allo stesso modo è difficile non pensare ai Beatles in Here’s a Postcard. Ogni canzone ha un particolare richiamo e si sfiorano più generi, dal glam al punk, arrivando all’elettronica di Get A Grip e alla dance di The Boomtown Rats.

Tante chitarre, tanto ritmo, per un album godibilissimo.

TRACKLIST:
1. Trash Glam, Baby
2. Sweet Thing
3. Monster Monkeys
4. She Said No
5. Passing Through
6. Here’s A Postcard
7. K.I.S.S.
8. Rock ‘N Roll Yé Yé
9. Get A Grip
10. The Boomtown Rats

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