In queste giornate così complicate, noi di Spettakolo!, come vi abbiamo raccontato, abbiamo deciso di tenervi compagnia proponendovi ciò che amiamo di più: le canzoni e i film. Un modo per accarezzare e rasserenare cuore e spirito attraverso ciò che ci emoziona.
Quando si racconta di qualcosa che si ama, si regala anche un pezzo di noi a chi ci ascolta o ci legge. E nei momenti più difficili arrivano sempre in nostro soccorso le passioni e la musica. Per questo, non posso che scegliere una canzone ed un film nati dalla vena creativa di un artista che per me ha significa sempre una certezza: Luciano Ligabue, che oggi compie anche gli anni.
La canzone che ho scelto è prettamente collegata al film di cui parleremo e il cui titolo credo che già dica un po’ tutto: Metti in circolo il tuo amore. Uscita nel 1998 e contenuta nella colonna sonora del primo film del cantautore Radiofreccia, questa canzone dolce e amara allo stesso tempo descrive l’inadeguatezza che spesso prende il sopravvento dentro di noi (“e ti senti ad una festa/ per cui non hai l’invito) e che invita a mettere in circolo l’Amore, piuttosto che altre sostanze nocive. Bello ed emotivo il video, di cui Luciano è particolarmente orgoglioso.
Un brano intenso e delicato che Luciano ha definito “una risposta al mettere in circolo di Freccia”, il ragazzo tossicodipendente protagonista di Radiofreccia. Diretto dallo stesso Luciano e ambientato nella sua Correggio, il film si incentra sulla storia di questi 5 ragazzi di provincia: Ivan Benassi detto Freccia (Stefano Accorsi), Bruno Iori (Luciano Federico), Tito (Enrico Salimbeni), Boris (Roberto Zibetti) e Iena ( Alessio Modica). Le loro storie si intrecciano con la nascita, nel 1975, delle prime radio libere. L’amicizia, i primi amori, la passione per la musica di Bruno in particolare e il tunnel della droga in cui cade Freccia scorrono in una concatenazione a volte violenta, a volte dolce, di eventi che coinvolgono chi guarda con natutalezza. Una storia che prende spunto dal primo libro di racconti di Luciano, Fuori e dentro il borgo, e di cui è riuscito a farne un film credibile, a tratti commovente, e che racconta pienamente il suo mondo e ciò che lo circonda: i bar, gli amici, la provincia, la musica.
Un’opera prima che ha avuto un bel successo di pubblico ma anche di critica, aggiudicandosi 3 David di Donatello (miglior regista esordiente, migliore attore protagonista e miglior sonoro in presa diretta), 2 Nastri d’argento ( Miglior regista esordiente e Miglior canzone originale “Ho perso le parole”), un Globo d’oro come miglior opera prima e 4 Ciack d’oro (Miglior opera prima, miglior attore protagonista, Miglior colonna sonora e Miglior film in videocassetta).
Uno dei momenti più belli e conosciuti è sicuramente il “credo” di Freccia, che di notte e in totale solitudine, esprime tutto ciò che ha dentro in poche, sentite righe:
Il credere di cui parla Freccia ritorna nel brano principale che fa da colonna sonora al film, Ho perso le parole. Il ritornello, in questo momento, credo sia perfetto: “Credi/ credici un po’metti insieme un cuore/prova a sentire/ e dopo/ credi/credici un po’ di più/di più davvero”.
Ecco, penso che ciò di cui si abbia bisogno adesso sia prima di ogni cosa credere che tutto migliorerà, avere fiducia nel futuro e in noi stessi, rendere questo tempo prezioso. Anche oggi, in un momento in cui tutto è diverso e la normalità lontana, è fondamentale mettere in circolo il nostro amore.





































