Dentro il mondo di Cordio grazie a Ritratti post diploma Vol. II

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Cordio in concerto al Forum di Assago - 20 aprile 2019 - © Foto: Riccardo Medana

Dopo la prima parte, uscita a novembre (qui trovate la nostra intervista realizzata in quell’occasione), è disponibile il secondo volume di Ritratti Post Diploma, il secondo EP di Pierfrancesco Cordio, giovane cantautore siciliano prodotto da Ermal Meta.

Cinque nuovi brani che completano il quadro e raccontano di una crescita, personale e artistica, del cantautore. Con la delicatezza che sempre lo ha contraddistinto, Cordio ci porta dentro al suo mondo e ce lo racconta un pezzetto alla volta per farci sentire parte di esso. La bravura di Cordio sta nel saper guardare dall’esterno qualsiasi cosa, anche se stesso e questo, spesso, permette a chi ascolta di ritrovarsi nelle sue parole, mai banali eppure sempre molto azzeccate.

La tracklist

Quei giorni limpidi di leggerezza
Martina fa la guerra
Fuori dal blues
Vernice
Musica su Marte

Che questo EP si un racconto molto intimo e personale, lo si capisce anche dalla scelta dei suoni: le basi sono tutte semplici ma potenti allo stesso tempo, e accompagnano egregiamente i delicati tesi nati dalla penna di Cordio.

“Se i ritratti del Vol I sono sfocati, in movimento, in divenire, qui i colori sono più limpidi, più nitidi e definiti. È uno sguardo di pace alla vita vissuta, in attesa di quella che verrà. Scrivere queste canzoni è stato catartico, ne sono orgoglioso e spero diventino compagne della vostra quotidianità come lo sono della mia.

In queste canzoni c’è dentro la mia vita come non l’avevo mai raccontata. Abbiatene cura come un segreto che qualcuno vi ha confessato in un momento di fragilità. Buon viaggio.”

Come ha ammesso lui stesso, c’è tanto di Pierfrancesco in questi versi e in queste note e la cosa più bella è poter iniziare a riconoscere delle caratteristiche solo sue in questo lavoro, nonostante la giovane età e il percorso ancora agli inizi. La capacità di trovare un equilibrio tra sentimenti contrastanti è una cosa che era emersa nei suoi lavori precedenti e che in quest’ultima raccolta risulta ancora più evidente.

Se nei sei brani precedenti, per stessa ammissione dell’autore, le persone, le circostanze e i sentimenti erano sfocati, in questi nuovi brani la sensazione è che i contorni siano più definiti e nitidi. Si tratta dei sentimenti, le emozioni, le esperienze di un ragazzo di vent’anni, racchiusi in appena venti minuti, ma riescono colpire dritto al cuore di chi ascolta.

È un lavoro meticoloso, come nella prima parte, tutto è ancor più calibrato, alla ricerca di una quadra che per un perfezionista come lui deve essere quasi impossibile da trovare, e per questo non è mai banale. Cordio si rivolge ad un pubblico di suoi coetanei e per questo non ha bisogno di grandi discorsi filosofici per farsi comprendere: parla della sua quotidianità, che spesso e volentieri è la stessa di chi lo ascolta, e per questo è certo di essere compreso, o quantomeno inteso.

Musica su Marte è il brano che chiude questo progetto e in pochi versi racchiude tutto l’amore verso questo mestiere, spesso maltrattato e per questo tanto difficile: «Ci sono più cantanti che stelle/ Ci sono più canzoni che orecchie/ Oggi una canzone vive meno di una farfalla e cade prima di un fiore». Gli archi e il flauto degli Gnu Quartet accompagnano questa dolce dichiarazione d’amore e che troviamo anche in Martina fa la guerra.

Presto verranno annunciate le tre nuove date del tour, che sarebbe dovuto partire il 22 marzo da Torino ma che a causa dell’emergenza sanitaria che sta vivendo il nostro Paese sono state rinviate a maggio.

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