#iorestoacasa con Spettakolo

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#iorestoacasa

Prosegue l’iniziativa di Spettakolo #iorestoacasa, con la quale speriamo di rendere un po’ meno pesanti queste difficili giornate consigliando ai nostri lettori una canzone e un film ogni 24 ore.

Non sono mai stato un grande fan dei Marlene Kuntz, lo devo ammettere. Eppure oggi vi consiglio proprio una loro canzone. Perché? Semplicemente perché è bellissima. Era il 1994 quando la band di Cristiano Godano pubblicava Catartica, il primo album di una lungo e fortunato percorso. All’interno c’era una gemma purissima, una di quelle canzoni che da sole valgono una carriera: Nuotando nell’aria.

«Pelle, è la tua propria quella che mi manca» canta quasi sussurrando Godano, introducendo un brano che musicalmente scardina ogni certezza, toccando vette di dolcezza e asprezza inattese. «Mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi» è la conclusione di questa poesia disperata, che racconta di un amore finito e ormai impossibile, ora trasfigurato nelle forme di un’assenza che continua a far male e che diventa paradossalmente presenza non allontanabile. Una canzone che graffia l’anima, che si attacca al cuore di chi l’ascolta, che non lascia spazio a compromessi.

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«Io non sono abituato alla felicità». Partiamo da questa frase per illustrare il film di oggi.

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Nel 1984 Nanni Moretti aveva già realizzato tre film ed era l’astro nascente del cinema italiano. Il quarto, Bianca, rappresentò la sua definitiva consacrazione. Michele Apicella, l’alter-ego del regista nei suoi primi film, in questo caso è un insegnante di matematica, che lavora in una bizzarra scuola intitolata a Marilyn Monroe. Ama follemente i dolci (indimenticabile ed iconica la scena con il barattolo gigante di Nutella), passa la vita ad osservare gli altri e si innamora di una collega, la Bianca del titolo, magnificamente interpretata da Laura Morante. Nel mentre, attorno a Michele, avvengono alcuni strani omicidi.

Non pensiate però ad un giallo o a un poliziesco. Questo non è un film di genere, commedia e dramma si intrecciano come poi sarebbe avvenuto anche nei successivi lavori del regista romano, a disegnare il ritratto di un personaggio che tic, nevrosi, solitudine e perfino atrocità rendono umano all’inverosimile. Nel cast ci sono anche Vincenzo Salemme, l’inseparabile Remo Remotti ed in una piccola parte anche Luigi Moretti, padre di Nanni. Una delle scene più belle ha come colonna sonora Scalo a Grado, di Franco Battiato. Ve la proponiamo, nella speranza che vi induca a vedere (o rivedere) il film.

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Marco Pagliettini
Nato a Lavagna (GE) il 26 luglio 1970, nel giorno in cui si sposano Albano e Romina, dopo un diploma in ragioneria ed una laurea in economia e commercio, inizio una brillante (si fa per dire) carriera come assistente amministrativo nelle segreterie scolastiche della provincia di Genova e, contemporaneamente, divorato dalla passione del giornalismo, porto avanti una lunga collaborazione con l’emittente chiavarese Radio Aldebaran e il quotidiano genovese Corriere Mercantile. Dal 2008 curo il blog Atuttovasco.

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