#IoRestoACasa e vedo La strategia del ragno

In occasione dell'anniversario della nascita di Bernardo Bertolucci il 16 marzo 1941

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Restiamo a casa a vedere i classici di RaiPlay.

Il link del film: https://www.raiplay.it/video/2013/08/Strategia-del-ragno-9ba040a7-9686-4bdb-9d56-865df936c9b8.html

Athos Magnani (Giulio Brogi) giunge per la prima volta a Tara, un piccolo paese della Bassa Padana, dove nel 1936 suo padre (anche lui si chiamava Athos) è stato assassinato dai fascisti. Qui conosce Draifa (Alida Valli), una signora benestante e non più giovane, ex amante di Athos abitante in una grande villa padronale, con la quale cerca di ricostruire  i tragici fatti della morte di suo padre. Anche i compaesani tra bicchieri di lambrusco e culatello, non aiutano a chiarire della tragica vicenda dagli aspetti poco chiari. Athos attraverso la testimonianza di tre anziani militanti, Costa (Tino Scotti), Gaibazzi (Pippo Campanini) e Rasori (Franco Giovannelli), ideatori insieme a suo padre di un attentato a Mussolini nel teatro locale, viene a sapere del tradimento di qualcuno che ha causato il fallimento dell’operazione e la morte del genitore. Una versione dei fatti che per lui non è convincente. Alla fine l’amata verità  verrà a galla e Athos  capirà quanto la morte leggendaria di un eroe, di un martire, sia servita alla lotta antifascista. L’uomo decide di lasciando le cose come stanno. Giunto alla piccola stazione ferroviaria si accorge però che i treni non passano più da molto tempo e i giornali non arrivano a Tara. Forse Athos Magnani non è mai esistito… Bernardo Bertolucci prima de Il conformista e Ultimo tango a Parigi, che gli daranno la fama internazionale, nel 1970 torna alle sue origini, nella sua Bassa Padana, a Sabbioneta in provincia di Mantova, e vi ambienta una storia liberamente al racconto di Jorge Luis Borges Tema del traditore e dell’eroe. Il regista, non abbandonando la riflessione sulla sua condizione di intellettuale borghese di sinistra iniziata nel 1964 con Prima della rivoluzione, ci regala citazioni da vero cinefilo come l’arrivo del treno dei Lumiére e la locandina del film L’occhio caldo del cielo esposta nella piccola arena cinematografica del paese e soprattutto ci delizia con la straordinaria sequenza del ballo all’aperto al suono di Giovinezza. Bravissimi tutti gli interpreti, Giulio Brogi, Alida Valli e Tino Scotti  affiancanti da  autentici visi contadini che anticipano l’affresco storico di Novecento.

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Pierfranco Bianchetti
Pierfranco Bianchetti , giornalista pubblicista e socio del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani è laureato in Sociologia a Trento. Ex funzionario comunale, responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune di Milano, ha diretto n l’attività del Cinema De Amicis fino alla chiusura nel 2001. Ha collaborato a Panoramica – I Film di Venezia a Milano, Locarno a Milano, Il Festival del Cinema Africano; Sguardi altrove; ha scritto sulle pagine lombarde de l’Unità e de Il Giorno, Spettacoli a Milano, Artecultura, Top Video; Film Tv; Diario e diversi altri periodici. Attualmente scrive per Cinecritica, collabora a Riquadro.com e cura il sito lombardo del SNCCI. Ha realizzato rassegne e cicli sul tema “Cinema e Storia” presso il “Civico Museo di Storia Contemporanea” di Milano e la Biblioteca Civica di Via Oglio.

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