Tre album che ci raccontano modi differenti di proporsi nei confronti della canzone d’autore. Poesie in dialetto romanesco, Canzonette morali per nulla leopardiane e ballate cantautorali si avvicendano con una serietà di proposte e di intenti espressivi che meritano un ascolto non superficiale.

Anita

ANITA
Anita canta La canzone romana oggi (Alfa Music)
Voto: 8

Il paragone che salta immediatamente all’orecchio è quello con la grande Gabriella Ferri, e Anita (che di cognome fa Pusceddu Gioacchini, evidenziando impensabili origini sarde, ed è anche apprezzata attrice) non ne rimane affatto schiacciata. Anzi fa proprio la sua bella figura. La aiutano, ma non senza mostrare qualche crepa e qualche caduta di tono qua e là, le poesie di Mario Ferraro rese canzoni dalla musicalità del pianista Gerardo Iacoucci.
L’incedere è elegante e insieme popolaresco, la narrazione è diretta e insieme lirica, le sonorità sono lievi e insieme presenti. E la voce, ammiccante, piena, immediata, convince sempre. Funziona anche la scelta di dividere quasi a metà il lavoro tra una prima parte tipicamente “romanesca”, con stornelli e canzoni dall’incedere crepuscolare, e una seconda che più attinge all’internazionalità del jazz e di certo soul sommesso. Mentre i testi propongono situazioni di vissuto quotidiano con l’eleganza del conoscitore di lettere e la forza di immagini nitide.

Massimo Leoni

MASSIMO LEONI
Canzonette Morali (Pop & Roll)
Voto: 7/8

Cronista e commentatore politico per Sky, Massimo Leoni è musicista per passione e per dedizione. Allievo della jazzista Susanna Stivali (presente anche in questo cd) e solista nella big band del trombonista Massimo Pirone e nella Scoop Jazz Band, debutta come cantautore con dodici Canzonette morali (cui si somma la conclusiva “My Funny Valentine”) dai ricchi riferimenti musicali e dalle liriche acute.
Anticipato del bel singolo “Pensieri dalla zattera” in duetto con Giorgia, l’album si articola con intelligenza tra racconti che paiono autobiografici e momenti di fantasia, tra descrizioni del reale (con la convincente “Gli anni belli” che potrebbe essere un inno all’Italia in ginocchio di questi giorni) e idee mai banali, inni all’amore sfaccettati e autentici inviti a operare (“pensare dritto parlare piano, costruire disfare poi rimontare, muoversi sempre capire mai, non mi spavento, non c’è motivo”, come canta in “Cose da fare” ). Testi importanti retti da un sound articolato e pieno, che varia dal jazz al rock progressivo, alla ballad, mentre la voce avrebbe bisogno di qualche chiaroscuro in più.

Salvario

SALVARIO
Mondi leggeri (Puglia Sounds)
Voto: 7/8

Nel 2017 aveva titolato il disco del debutto da solista Duemilacanzonette, ma già allora si sentiva la forza di un cantautore moderno e ricco di idee, tanto che il cd gli valse il Premio Bertoli riservato agli esordienti. Questo secondo lavoro del pugliese (ma prende il nome da uno dei quartieri più problematici di Torino, San Salvario, dove vive) Salvatore Piccione ne allarga la visuale fino alla nostalgica New York di “NY”, fino a una “Supernova” luminosa di archi, fino a “Mondi” dove “tu ti senti spento in mezzo a un incendio”.
L’ex-cantante e chitarrista dei Karma in Auge, insieme a un trio efficace di partner, confeziona un album che corre lieve sulla mobile “Metropolitana”, mentre fuori si “Balla balla balla” e le storie di tutti scivolano via “Tanto per fumare”, mentre viviamo una vita che è solo una “Scatola vuota” e il tempo scorre inflessibile rendendoci ogni giorno più “Leggeri”. Il tutto con una leggera attitudine rock a colorare un pop vivace, che però avrebbe avuto bisogno di qualche sferzata energetica in più.

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Raffaello Carabini
Che dire? Basta citare la cura di oltre 250 cd compilation di new age, jazz, world e quant’altro? Bastano una ventina d’anni di direzione artistica dell’Etnofestival di San Marino? Bastano i dieci come direttore responsabile di Jazz Magazine, Acid Jazz, New Age Music & New Sounds, Etnica & World Music? Oppure, e magari meglio, è sufficiente informare che sono simpatico, tollerante, intelligente... Con quella punta di modestia, che non guasta mai.

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